ELEZIONI AMMINISTRATIVE, SCOMPARE IL SIMBOLO DEL PARTITO DEMOCRATICO DALLE LISTE Stampa
Scritto da redazione   
Mercoledì 19 Aprile 2017 17:58
Molto probabilmente gli elettori dei comuni che andranno al voto nella provincia di Catania non troveranno sulla scheda elettorale il simbolo del Partito Democratico. È il caso di Paternò dove il sindaco uscente Mauro Mangano, appartenente proprio al Pd, non è ben visto da una parte del partito che vorrebbe sostenere Anthony Distefano candidato appoggiato da liste civiche al momento, della stessa idea anche Luca Sammartino che ha però sparso i suoi uomini in diverse liste. Mangano nel 2012 è stato eletto al ballottaggio con quasi il 58 per cento dei consensi, allora lo sfidante era Nino Naso del Movimento Per l'Autonomia, che oggi si ricandida. Nel comune di Misterbianco il simbolo non ci sarà e il circolo non esiste più da quando Articolo 4 è entrato nel Partito Democratico. Allora gli iscritti chiusero la sezione e abbandonarono il partito. Il sindaco uscente Nino Di Guardo espressione del PD non è più appoggiato dall'intero partito, infatti, l'assessore regionale Anthony Barbagallo, ex MPA ora democratico, sostiene Marco Corsaro con sei liste per la corsa di primo cittadino. Gli onorevoli Valeria Sudano e Luca Sammartino potrebbero convergere su Nino Di Guardo, ma al momento tutto è affidato al gioco delle segreterie politiche. Buzzanca a sua volta ha abbandonato Sammartino per candidarsi con Forza Italia. A Palagonia il Partito Democratico non gode di buona salute, nel 2014 i militanti presero le distanze dall'unico esponente presente in consiglio Antonino Murgo e adesso bisognerà vedere se tornerà l'unità. Valerio Marletta invece si ricandiderà con Palagonia Bene Comune. Ad Aci Catena, il cui sindaco, Ascenzio Maesano, è stato arrestato ad ottobre 2016 e la situazione è in ebollizione. Luca Sammartino vorrebbe sostenere Francesco Petralia, mentre i movimenti a sinistra si concentrano su Basilio Orfila con Aci Catena Bene Comune la destra candida Nello Oliveri.
 
ELEZIONI COMUNALI, ECCO COME SI VOTERÀ A GIUGNO 2017
 
Effetto di trascinamento, sindaco eletto al primo turno col 40%, conseguente eliminazione parziale del ballottaggio e un potere maggiore ai consiglieri comunali. È questa la nuova legge elettorale per l’elezione di sindaci e dei consigli comunali in Sicilia che è stata approvata ad agosto dello scorso anno dall’Assemblea Regionale Siciliana. La legge in qualche modo depotenzia di fatto la centralità dei sindaci, puntando molto sui consiglieri, e nel dettaglio sulle coalizioni. Questa novità viene introdotta per i comuni con più di 15 mila abitanti. Nella provincia di Catania sono Paternò, Palagonia, Misterbianco e Aci Catena. C'è poi un'altra novità, reintrodotta, che è l’effetto trascinamento, vale a dire il voto dato alla lista o al candidato consigliere comunale andrà automaticamente anche al candidato sindaco. Questo nel caso in cui non si esprima la preferenza per il candidato sindaco. Fortunatamente rimane il voto disgiunto. L’elettore potrà decidere di votare un candidato sindaco e una lista che sostiene un altro candidato sindaco. In passato, l’effetto trascinamento ha favorito i candidati primi cittadini sostenuti da ampie coalizioni e tanti candidati al consiglio comunale, l'esercito di candidati che si presenta ad ogni elezione. Rimane in vigore la doppia preferenza di genere. Cioè la possibilità di esprimere due voti a due candidati della stessa lista di cui almeno uno deve essere di sesso femminile. Su questa norma numerose sono state le polemiche perché sarebbe più facile identificare il voto nelle varie sezioni abbinando nomi diversi. Inoltre nella scheda elettorale se il secondo nome non risulta essere candidato nella stessa lista non viene annullato il voto ma solo la preferenza errata, questo fa si che praticamente nella scheda elettorale ci si possa scrivere anche la propria firma depotenziando quindi la segretezza del voto. Alla fine il giorno delle elezioni, l'11 giugno, chi sarà chiamato a votare potrà scegliere due nomi, uomo e donna della stessa lista, per il consiglio comunale, barrare il simbolo della lista e scegliere il candidato sindaco anche di una coalizione diversa.(fonte: cataniatoday.it)