AVANTI CON LA RIFORMA COSTITUZIONALE È stato un altro grande passo avanti per il raggiungimento di un’Italia più europea: anche alla Camera abbiamo votato la Riforma Costituzionale con l’abolizione delle Province e la fine del cosiddetto ‘bicameralismo perfetto’, l’anomalia tutta italiana di avere due Camere parlamentari con gli stessi compiti (e le doppie spese). Non è stato un passaggio facile. Per tre giorni e tre notti abbiamo votato paragrafi ed emendamenti, in tutto 514 voti. Nonostante i tentativi continui di ostruzionismo da parte delle opposizioni (5 Stelle, Lega, ma anche SEL) abbiamo terminato l’esame del provvedimento entro sabato 14 febbraio, come da impegni assunti. Qualcuno ha sostenuto che il PD è stato poco aperto al dialogo. Niente di più sbagliato (come ho spiegato anche in un video-blog su YouTube). Non c’è mai stato così tanto confronto politico, sia al nostro interno che con le opposizioni. Anche nei giorni ‘caldi’ abbiamo dialogato incessantemente con le opposizioni (e anche con la minoranza interna) accordando dilazioni sui tempi e concessioni varie sui contenuti. Ma non si possono accettare continui tentativi strumentali volti ad affossare la riforma. Il PD è il partito a cui spetta la responsabilità di portare avanti e di concludere il processo di riforme in atto. Certo, il fatto che Forza Italia, Sel, Lega, 5 Stelle e anche singoli esponenti del nostro gruppo, siano usciti dall'aula al momento del voto è amareggiante. Ma è lampante che si tratta di posizionamenti strategici e che non si può continuare a lasciare il Paese in balia di giochetti strumentali. Adesso ci aspettano altri due passaggi parlamentari, uno al Senato e uno alla Camera. Dopo avremo un Senato simile alla seconda Camera attualmente esistente in Germania e in Francia: cioè un Senato più snello e molto meno costoso, con un’impronta regionale. È da decenni che si parla di realizzare questa riforma. Questa volta ce la facciamo, nonostante tutte le difficoltà. Nessuno ha mai sostenuto che la strada delle riforme sia un percorso facile. Tutt’altro.(Laura Garavini)
 
Renzi: con accordo Italia-Svizzera miliardi euro tornano a Stato
 
Roma (askanews) - "Oggi siglato l'accordo con la Svizzera sul segreto bancario: miliardi di euro che ritornano allo Stato #lavoltabuona #comepromesso". E' il tweet con cui Matteo Renzi saluta la firma del protocollo tra Italia e Svizzera sul segreto bancario.
 
FITTO: MINACCE NON CI FERMANO. E ICENZIAMENTO NON È ARRIVATO...
 
Roma (askanews) - Alla fine la battuta ci scappa: "I quindici giorni sono quasi passati e non è arrivata la lettera di licenziamento...". Alla convention dei "Ricostruttori", Raffaele Fitto, madido di sudore dopo un'ora e mezza sul palco, ci scherza un po' su ma non arretra di un millimetro dalla sua convinzione: "Nessuno può cacciarci, stiamo e staremo in Forza Italia". Ma volendo cambiare tutto: la linea politica "che nell'ultimo anno è stata tutta sbagliata", perché il partito deve tornare all'opposizione del governo Renzi e i quadri che vanno azzerati e scelti con le primarie. Berlusconi è allergico alle primarie? "E' il bello del confronto dentro il partito", commenta Fitto. L'ex ministro chiama a raccolta i suoi (40 parlamentari tutti presenti) e chi vuole ricostruire il partito: alla fine i 1.500 posti a sedere dell'auditorium Massimo, all'Eur, sono tutti occupati e tanti si assiepano in piedi. Accanto a lui la moglie Adriana, in platea ci sono i dissidenti azzurri, vedi Maurizio Bianconi, i fedelissimi di Fitto, dirigenti Fi di Campania, Calabria, Sicilia, Toscana e anche qualche volto che non ti aspetti: Francesco Storace, leader della Destra, mai avaro di battute ("sono qui perché so che qui non incontro Renzi...") e Roberto Tortoli, toscano, tra i fondatori di Forza Italia. La convention ha un sapore un po' rock - quasi da rottamatori - almeno nelle colonne sonore e nei video, uno dedicato ai ricostruttori tra le due guerre e a chi ha fatto vincere l'Italia - come Pietro Mennea - uno a Forza Italia. L'idea della rottamazione comunque viene subito allontanata. L'inno iniziale, a parte quello nazionale, è la canzone delle origini ("quelli dopo non ci piacciono" spiegano in platea) e la scelta delle immagini della discesa in campo di Silvio Berlusconi (con l'incipit ormai storico "l'Italia è il Paese che amo") la dicono lunga: "Siamo intrisi di spirito azzurro - chiosa qualcuno - come possono pensare che ce ne andremo". Solo che dopo venti anni di vittorie c'è la doccia fredda del Pd di Renzi al 40% e allora, via, "bisogna cambiare". Si rivolge proprio a Berlusconi Fitto nel passaggio cruciale del suo discorso: "Gli ho detto privatamente e lo ripeto pubblicamente che siamo a un bivio e lui può scegliere di chiudersi in atti imbarazzanti come il commissariamento della Puglia e lasciare campo a Salvini o guidare il partito e il Paese dentro la Terza Repubblica". "Deluso e dispiaciuto" dall'aut-aut dell'ex Cavaliere ("quindici giorni per cosa? Per uscire? Non si danno a nessuno quindici giorni") Fitto respinge al mittente commissariamento e "minacce" sulle candidature alle Regionali ("sarebbe mortificante escludere persone che la pensano diversamente da un'elezione con le preferenze") e ribadisce: "Non ci fermano, andiamo avanti, non siamo contro nessuno, non vogliamo rompere o rovinare nulla ma vogliamo ricostruire Forza Italia e il Paese". Votare le riforme proposte da Renzi "è un suicidio per Forza Italia - insiste - noi non siamo contro le riforme ma devono rappresentare un punto di incontro ed essere coerenti con la nostra storia e con le nostre battaglie". Tutto si conclude in un paio di ore, con l'appuntamento ai prossimi incontri nel tour d'Italia e con i capricci dell'audio, che all'inizio non funziona (non parte nemmeno l'inno nazionale). Una pecca magari da non ripetere, per chi contesta la linea di Sua emittenza.
 
ALFANO A RENZI: PRONTI A RINNOVARE PATTO PER I PROSSIMI 3 ANNI
 
Roma (askanews) - Ncd offre a Matteo Renzi il rinnovo del patto di governo per i prossimi tre anni. Lo ha detto il ministro dell'Interno, Angelino Alfano, parlando alla 'Winter school' del suo partito al Sestriere: "Quando abbiamo detto che le riforme andavano fatte esattamente con tutti quelli che ci stavano, noi - anche quando il cosiddetto patto del Nazareno sembrava tenerci fuori del fuoco dei riflettori - abbiamo detto: a noi sta bene, meglio un'alleanza ampia che una piccola. E noi lo diciamo con grande chiarezza: siamo pronti a rinnovare il patto con questo governo e con questo presidente del Consiglio". Alfano ha ricordato alcune delle misure prese dal governo ("Chi aveva mai cancellato lo statuto dei lavoratori? Chi aveva tolto l'art.18? Chi aveva ridotto il costo del lavoro?") e ha aggiunto: "Al presidente del Consiglio noi diciamo con grande franchezza e correttezza: noi ci stiamo per i prossimi tre anni, perché vogliamo si realizzino alcune cose".
 
SICILIA, CAMPANELLA: SÌ RIFORMA CAMERE COMMERCIO, NO A SVENDITA Il senatore di Ilic: No fare cassa per pagare superstipendi
 
Palermo (askanews) - "Una riforma delle Camere di commercio anche in Sicilia non è più rinviabile, ma ipotizzare una dismissione anche parziale del patrimonio degli enti camerali non può tradursi in una 'svendita', finalizzata solo a fare cassa per pagare i debiti accumulati negli anni, magari per pagare stipendi d'oro a burocrati e superconsulenti". Lo ha detto il senatore Franco Campanella (Ilic), commentando gli allegati alla relazione tecnica del disegno di legge regionale di riforma delle Camere di commercio. "In Sicilia per effetto di una legge regionale del 1962 - ha aggiunto - le pensioni del personale dei nove enti sono a carico delle stesse Camere di commercio siciliane. La vendita del patrimonio deve sottostare a precise regole di trasparenza anche per tutelare l'effettivo rispetto dei diritti acquisiti dal personale in quiescenza". "Se il faro - ha concluso - deve essere la spending review e una razionalizzazione della spesa si cominci a fissare un tetto agli stipendi e ad eliminare incarichi e poltrone funzionali solo agli interessi di 'certa politica'".