MICCICHÈ VISITA LA SCUOLA PERTINI, SOLIDARIETÀ ALLA PRESIDE. “STUDENTI, NON SARETE LASCIATI SOLI”

Palermo – “Siamo al fianco della scuola Pertini, dei suoi dirigenti, dei suoi docenti e soprattutto al fianco dei bambini e delle famiglie che di questo atto criminale sono le prime vittime”.

Così il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, che stamattina, assieme al deputato regionale del Pd, Antonello Cracolici, ha visitato la scuola Pertini, allo Sperone, distrutta da un raid vandalico, e ha espresso la solidarietà e il sostegno dell’Assemblea regionale siciliana alla preside Antonella Di Bartolo. “L’Ars sosterrà la scuola Pertini anche attraverso un progetto che valuteremo insieme. Vorremmo coinvolgere gli studenti e fargli conoscere il Palazzo Reale da vicino. I ragazzi devono sentire vicine le Istituzioni e sapere che non verranno lasciati soli anche quando i riflettori saranno spenti”, ha concluso il presidente Miccichè. (USEF)

GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA, LA TRANSFOBIA E LA BIFOBIA

In occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia la Farnesina riafferma l’impegno dell’Italia sul piano internazionale a sostegno della lotta contro ogni forma di intolleranza e di discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere. Si tratta di una delle priorità dell’attuale mandato dell’Italia in Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite (2019-2021). L'Italia è infatti parte del Global Equality Fund (GEF), fondo internazionale istituito nel 2011 su iniziativa statunitense per finanziare progetti volti a tutelare e promuovere i diritti delle persone LGBTI. In questo particolare momento, il pregiudizio ancora diffuso in molte realtà nei confronti delle persone LGBTI si somma alle misure di contenimento volte a contrastare la diffusione del COVID-19, alimentando stereotipi negativi e prestando il fianco all'amplificarsi di violenze e abusi, anche nella forma di restrizioni all'accesso ai servizi sanitari e sociali, mettendo a repentaglio lo stesso diritto alla vita. A testimonianza del suo impegno per una mitigazione delle conseguenze negative della diffusione della pandemia, e nella ferma convinzione che nessuno debba essere dimenticato, marginalizzato, o lasciato indietro - più che mai in questo momento di crisi globale – l’Italia ha recentemente aderito ad una dichiarazione congiunta dei Paesi aderenti all'Equal Rights Coalition (ERC), piattaforma di cooperazione internazionale di cui fa parte anche il nostro Paese, che si propone di favorire lo scambio di informazioni e buone prassi in tema di diritti delle persone LGBTI. La dichiarazione evidenzia l'importanza di limitare le ripercussioni negative della pandemia in corso sulle persone LGBTI che – ancor di più durante l’attuale crisi sanitaria - risultano tra le categorie più a rischio di marginalizzazione, discriminazione e violenza. (USEF)

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA MONDIALE CONTRO L’OMOFOBIA, LA TRANSFOBIA E LA BIFOBIA

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «La ricorrenza del 17 maggio è stata scelta, in ambito internazionale, per promuovere il contrasto alle discriminazioni, la lotta ai pregiudizi e la promozione della conoscenza riguardo a tutti quei fenomeni che, per mezzo dell’omofobia, della transfobia e della bifobia, perpetrano continue violazioni della dignità umana. Le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale costituiscono una violazione del principio di eguaglianza e ledono i diritti umani necessari a un pieno sviluppo della personalità umana che trovano, invece, specifica tutela nella nostra Costituzione e nell’ordinamento internazionale. È compito dello Stato garantire la promozione dell’individuo non solo come singolo, ma anche nelle relazioni interpersonali e affettive. Perché ciò sia possibile, tutti devono essere messi nella condizione di esprimere la propria personalità e di avere garantite le basi per costruire il rispetto di sé. La capacità di emancipazione e di autonomia delle persone è strettamente connessa all’attenzione, al rispetto e alla parità di trattamento che si riceve dagli altri. Operare per una società libera e matura, basata sul rispetto dei diritti e sulla valorizzazione delle persone, significa non permettere che la propria identità o l’orientamento sessuale siano motivo di aggressione, stigmatizzazione, trattamenti pregiudizievoli, derisioni nonché di discriminazioni nel lavoro e nella vita sociale».(USEF)

DICHIARAZIONE DI APERTURA - PLENARIA,

13 MAGGIO 2020 Intervento completo del Presidente Sassoli in apertura della sessione plenaria “Ieri abbiamo celebrato la Giornata internazionale degli infermieri e l'OMS ha dichiarato il 2020 l'anno degli infermieri e degli ostetrici. Vorrei quindi iniziare oggi con una parola di elogio e ringraziamento alle donne e agli uomini in camice bianco che forniscono servizi sanitari essenziali con dedizione, coraggio e umanità in tempi così difficili. È nostro dovere comune consentire loro di svolgere il proprio lavoro in sicurezza ed efficienza. Abbiamo già messo a disposizione, da un Paese all’altro, ospedali, risorse umane, macchinari e materiale sanitario grazie anche al grande lavoro della protezione civile. Uno sforzo di solidarietà che rappresenta una ricchezza per i nostri paesi. Oggi sentiamo la necessità di rafforzare i poteri dell'UE in ambito sanitario. È un impegno che dobbiamo prendere davanti ai cittadini europei. Il Parlamento ha chiesto un meccanismo europeo di risposta sanitaria per preparare e rispondere in modo comune e coordinato a qualsiasi tipo di crisi sanitaria. La pandemia di Covid-19 ha mostrato la necessità di una politica di salute pubblica più proattiva, una maggiore e migliore cooperazione per costruire sistemi di assistenza sanitaria resilienti e accessibili e soprattutto la necessità di una maggiore solidarietà in Europa. 70 anni fa, il 9 maggio 1950, la solidarietà tra 6 paesi europei spingeva per arrivare a un Europa di pace e sicurezza. Un'Europa che, sosteneva Schuman, "sorgerà da realizzazioni concrete che creino una solidarietà di fatto". Questa visione era l'unico modo per garantire una pace duratura e migliorare la vita delle persone. È stata una visione ambiziosa, ma anche pragmatica, basandosi sugli orrori della seconda guerra mondiale e sui sacrifici fatti per mettervi fine. 75 anni di pace, un progetto comune con tante sfide future da affrontare. Il lavoro è soltanto all'inizio e con le donne, gli uomini, i nostri giovani capaci di sviluppare solidarietà il nostro compito sarà più facile. Abbiamo una grande responsabilità davanti a noi e dobbiamo essere all’altezza delle aspettative dei cittadini europei e rilanciare una grande riflessione sul Futuro dell’Europa insieme a risposte immediate ai problemi che affrontiamo. Questa crisi ci sta insegnando che solo insieme si può ripartire”. (USEF)