MATTARELLA: «LE ISTITUZIONI EUROPEE E NAZIONALI DEBBONO LAVORARE INSIEME PER RISPONDERE ALLE ESIGENZE DEI CITTADINI GARANTENDO LIBERTÀ, COESIONE E SOLIDARIETÀ»

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della 44ma edizione del Forum The European House - Ambrosetti, ha inviato al dott. Valerio De Molli,

Managing Partner di The European House – Ambrosetti, il seguente messaggio: «L’Unione Europea si appresta a passaggi rilevanti della sua esistenza. Siamo in vista delle elezioni del Parlamento europeo nel prossimo anno, massimo momento di espressione della sovranità dei popoli dell’Unione e dobbiamo compiere scelte fondamentali su politiche e istituzioni: dal bilancio comune alla governance economica dell’area euro. Per ben custodire il futuro dei nostri popoli, è indispensabile riaffermare i valori fondamentali alla base delle libere scelte che hanno portato all’Unione Europea: libertà, stato di diritto, democrazia, uguaglianza, solidarietà, rispetto della dignità umana. Si tratta dei principi sulla base dei quali si è costruita la civiltà occidentale, in una società in cui inclusione, tolleranza e giustizia sono stati gli obiettivi perseguiti in tutti questi decenni. È questa la prospettiva in cui è saldamente collocata l’Italia. Rendere attuali questi valori costitutivi, declinarli in iniziative concrete per rispondere tempestivamente alle aspettative dei cittadini, richiede un coerente sforzo e concorso collettivi, che sappia durevolmente legittimare la ragion d’essere profonda dell’appartenenza all’Unione, che va ben oltre la semplice partita del dare/avere. Occorrono ambizioni all’altezza dei tempi e delle sfide, a partire dal rafforzamento di progetti fondamentali dell’integrazione, come l’Eurozona, alle questioni della politica estera e di difesa, al potenziamento delle politiche di coesione e crescita, con strumenti che consentano di gestire con efficace solidarietà le trasformazioni produttive e le sofferenze sociali, alla predisposizione di regole che sappiano affrontare in modo adeguato la questione migratoria. Una casa comune solida e ben gestita costituisce il più efficace antidoto contro antistoriche spinte dissociative. È quanto ci chiede la società civile dei Paesi europei: più sicurezza, in un contesto internazionale così profondamente perturbato, più equità, più condivisione delle responsabilità. I governi hanno l’onere di contribuire con atteggiamenti e proposte costruttive a garantire il miglior funzionamento dell’Unione, aggiornandone le priorità. La posta in gioco è molto elevata: un’Europa all’altezza delle sfide che i popoli hanno dinanzi è la soluzione adeguata per evitare ai singoli Paesi di scivolare nell’irrilevanza e per consentire loro, invece, di partecipare autorevolmente alla stesura di nuove e più appropriate regole internazionali. Le istituzioni europee e nazionali debbono lavorare insieme per rispondere alle esigenze di cittadini e soggetti economici e sociali, garantendo libertà in un mondo aperto e, allo stesso tempo, coesione e solidarietà, presupposti per proseguire il cammino di pace, democrazia e sviluppo assicurato dall’integrazione del continente in questi sessanta anni, estendendolo, auspicabilmente, oltre i suoi confini. Con questo auspicio invio a tutti i partecipanti i migliori auguri di buon lavoro».(USEF - Ufficio Stampa Quirinale)

DICHIARAZIONE DEL PRESIDENTE MATTARELLA IN OCCASIONE DEL CAPODANNO EBRAICO – ROSH HASHANAH

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha rilasciato la seguente dichiarazione: «Desidero rivolgere a tutti i cittadini italiani di fede ebraica e a tutti gli ebrei ospiti o residenti nel nostro Paese i migliori auguri per le festività di Rosh Hashanah. La ricorrenza del Capodanno ebraico costituisce stimolo per riflettere, insieme ai fedeli di religione ebraica, intorno ai temi - oggi più che mai cruciali - del dialogo, dell’inclusione e del confronto. Si tratta di questioni che, mentre interpellano la sfera della fede, pongono l’intera società di fronte alle scelte per reali forme di apertura e di esclusione di ogni discriminazione. Il mio augurio è che il nuovo anno ci riservi un futuro di crescita e progresso, basato sul rispetto reciproco, presupposto imprescindibile del nostro vivere insieme».(USEF - Ufficio Stampa Quirinale)

RIFORMARE IL SISTEMA-PAESE PER FAR RIPARTIRE L'ECONOMIA

Intervento del Presidente Alberti Casellati al Forum Ambrosetti di Cernobbio Le imprese italiane riescono ad eccellere nel mondo malgrado le tante e irrisolte criticità del sistema-Paese, ma questo dato di fatto, più che un vanto, dev'essere «un monito» per chi ha responsabilità istituzionali e di governo. E' la riflessione che il Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha scelto di condividere oggi con la platea del Forum Ambrosetti di Cernobbio. «Abbiamo il compito di pensare e realizzare politiche di medio e lungo periodo, nella prospettiva di attutire le ciclicità sempre più stringenti dei mercati e favorire le espansioni» ha puntualizzato la seconda carica dello Stato aggiungendo che «il sistema è troppo burocratizzato e tra decisione e realizzazione il gap è troppo ampio». Il Presidente del Senato, che ha posto l'accento sul «lavoro come emergenza nazionale», ha parlato quindi di un «Paese che, avvitato su troppe norme e infiniti passaggi di mano e di competenze, risulta alla fine troppo complicato e poco attrattivo», invocando la concretizzazione delle «riforme necessarie a liberare le tante energie e risorse strette nella morsa della burocrazia portare ad una significativa ripresa economica» e cioè: riforma fiscale, efficienza del sistema giudiziario, mappatura e ammodernamento della rete infrastrutturale strategica, riassetto della autonomie locali. IMMIGRAZIONE, INFRASTRUTTURE E GIUSTIZIA VERE PRIORITA' NAZIONALI La gestione dei flussi migratori senza l'adeguato supporto dell'Europa, oltre che un'emergenza umanitaria di proporzioni drammatiche, rappresenta per l'Italia anche un «elemento congiunturale che contribuisce ad appesantire il suo già difficoltoso quadro economico attuale». Lo ha detto Maria Elisabetta Alberti Casellati nel corso del suo intervento di apertura della giornata conclusiva del Forum Ambrosetti di Cernobbio, quest'anno incentrato sul tema della competitività. «Sul fronte dei flussi migratori, l'Italia è stata lasciata colpevolmente sola» ha puntualizzato il Presidente del Senato, «non si può fronteggiare un fenomeno globale senza un coinvolgimento attivo della comunità internazionale. L'Europa, così attenta al rispetto dei parametri di bilancio, sull'applicazione dell'accordo per i ricollocamenti piuttosto che sulla necessità di una solidarietà concreta tra gli Stati partner, è stata quanto meno assente ingiustificata». Proprio su questo versante, il Presidente Alberti Casellati nei giorni scorsi ha invitato le forze politiche ad «accantonare le divisioni esistenti per dar vita ad un "tavolo di coesione", una sorta di "Partito Italia", così da condividere una posizione unitaria ispirata unicamente all'interesse nazionale». Il Presidente, a Cernobbio, si è soffermato quindi sulle altre emergenze nazionali come l'adeguamento della rete infrastrutturale («la tragedia di Genova ha riportato drammaticamente l'attenzione sulla sicurezza e la gestione delle opere pubbliche - sono state le sue parole - urge avviare una mappatura della rete strategica infrastrutturale per capire dove è urgente intervenire, con quali modalità e quali standard di sicurezza, ed è inoltre auspicabile che sia gli interventi vengano progettati anche in riferimento ai nuovi imprevedibili fenomeni climatici») e la riforma della giustizia. Su quest'ultimo argomento, per la seconda carica dello Stato, sono troppi i nodi che ancora non stati sciolti: dal rapporto tra magistratura e politica alla carenza di personale, dalla geografia giudiziaria fino al tema della certezza del diritto. «E poi ci sono i tempi della giustizia, in particolare di quella civile, che, tornando al tema della competitività del sistema Paese, impattano direttamente oltre che sui diritti individuali di milioni di cittadini anche sull'economia, sulla vita delle imprese, sul funzionamento del nostro mercato interno - ha argomentato Maria Elisabetta Alberti Casellati -. Il ritardo nelle cause civili ha ripercussioni dirette sulle condizioni di fare business in Italia. Senza contare i costi diretti e indiretti che le aziende devono sostenere per contenziosi e ritardi burocratici, e che creano distorsioni contrarie allo stesso principio di concorrenza». (USEF- Ufficio STampa Senato)