LA VOCE DI NEW YORK: ITALIANI E ITALOAMERICANI SI CONFRONTANO PER TROVARE L’UNIONE

New York - Gli italoamericani hanno una storia che parte da lontano. I primi arrivarono negli Stati Uniti nel XIX secolo, quando molti emigrarono in cerca di opportunità economiche e di una vita migliore.

La maggior di loro veniva dal sud Italia e dalle isole, spinti dalla povertà e dalla disoccupazione: arrivarono principalmente a New York, ma si stabilirono anche in centri come Chicago, Philadelphia e Boston. Di quella prima generazione di italiani non è rimasto nessuno, si legge in un articolo del 28 gennaio de La Voce di New York, ma c’è ancora un’enorme comunità di eredi e di migranti successivi – basti pensare che gli iscritti Aire negli Stati Uniti sfiorano i 298 mila - che all’Italia è fortemente legata e che attualmente vive disgregata sul territorio. “Dovremmo riuscire ad unirci – suggerisce la Vice Segretaria Generale del CGIE Silvana Mangione, intervenuta nel corso di un incontro tra le comunità di italiani e italoamericani a New York – sentendoci parte di un gruppo coeso pur con le nostre differenze e cercando una piattaforma in cui confrontarci, far sentire la nostra voce e avere un dialogo produttivo”. Al Calandra Italian American Institute della City University of New York, moderati dal Dean Anthony Tamburri, si è poi parlato proprio di Italia e Stati Uniti, di cultura italiana insegnata nelle università e di borse di studio dedicate a chi decide di intraprendere gli studi di italiano. Il tema delle borse di studio è stato il più sentito. A chi assegnarle e con quali criteri? Negli Stati Uniti, infatti, sono molti i giovani per i quali ricevere un aiuto economico è l’unico modo per poter frequentare l’università. Qualcuno suggerisce anche di affiancare, all’investimento economico, anche alcuni doveri che siano utili per tramandare la conoscenza della lingua italiana e della cultura che ruota attorno al Paese. Un modo per far sì che i sussidi non vadano sprecati. (NoveColonneATG)

ALLA SOCIETÀ DANTE ALIGHIERI “LA FIERA DELLE LINGUE”: L’INCLUSIONE E L’ITALIANO DELLO STUDIO (21 FEBBRAIO)

ROMA – Martedì 21 febbraio alle ore 15.30, a Palazzo Firenze (Piazza di Firenze, 27 – Roma), la Società Dante Alighieri presenterà “La fiera della lingue”, collana edita da Mondadori Education, e due libri: La classe di lingue inclusiva. Gli studenti con altissime abilità, di Alberta Novello, e Oltre l’italiano di base: insegnare l’italiano L2 per lo studio a scuola, di Benedetta Garofolin e Victoriya Trubnikova. Interverranno Matteo Santipolo, professore ordinario di Didattica delle lingue moderne presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dell’Università degli Studi di Padova, che dirige la collana con Alberta Novello, ricercatrice di didattica delle lingue moderne (con abilitazione a professoressa associata) presso il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari dello stesso ateneo, con Alessandro Mongatti, responsabile editoriale di Mondadori Education, Benedetta Garofolin, professoressa a contratto presso il Dipartimento di Filosofia, Sociologia, Pedagogia e Psicologia Applicata dell’Università di Padova e Victoriya Trubnikova, ricercatrice post-dottorato presso l’Università Russa dell’Amicizia tra i Popoli (RUDN) e professoressa a contratto presso il Dipartimento di Scienze Umane all’Università dell’Aquila. La discussione si rivolgerà agli insegnanti di lingua italiana e a tutti coloro che si interessano ai temi dell’inclusione linguistica e della promozione dell’italiano quale strumento di sviluppo e crescita, civile e sociale. L’italiano come lingua dello studio è già da tempo oggetto di attenzione sotto il profilo normativo, mentre dal punto di vista didattico richiede un maggiore approfondimento. I bambini bilingui di prima e seconda generazione che interagiscono in italiano, per esempio, rischiano di incontrare eccessive complessità nei testi scolastici in uso. Emerge da qui l’opportunità di puntare sull’italiano dello studio come varietà microlinguistica, adottando metodologie di didattica inclusiva. Una maggiore inclusività sarebbe un vantaggio non solo per gli studenti bilingui, ma anche per quelli con altissime abilità, che rischiano l’abbandono scolastico dove il contesto didattico non si renda capace di accoglierne i tratti distintivi generali e nell’acquisizione linguistica. Le due pubblicazioni puntano su una prospettiva estremamente attuale sull’inclusione scolastica, che interessa non solo gli insegnanti, ma anche famiglie e educatori alle prese con un sistema educativo che attende nuove azioni d’aggiornamento e di formazione continua, legati all’avanzamento dei contesti sociali e all’ampliamento delle prospettive globali. Per partecipare scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. . Diretta su www.dante.global (Inform)

STORIE DI EMIGRAZIONE: IL PROGETTO DEL COMITES DI WOLFSBURG

WOLFSBURG - Un documentario che racconti l’emigrazione italiana a Wolfsburg: questo il nuovo progetto del Comites ora alla ricerca di storie di immigrati italiani. “Siamo particolarmente interessati – spiega il Comites – a trovare delle persone che sono arrivate a Wolfsburg nel 1962 o negli anni 60 e si sono fermate in città formando di Wolfsburg sta cercando famiglie italo/tedesche o famiglie italiane e ascoltarne le storie attraverso più generazioni”. L’appuntamento per gli interessati è il prossimo 24 febbraio presso il Centro italiano di Wolfsburg (Goethestrasse 48 – Piazza Italia) dalle 14.00 alle 18.00. (07/02/2023 aise)

ITALIANI.ITALIANI ALL'ESTERO - TURCHIA/SIRIA - L'APPELLO DELL'UNIONE DEL BENE' BERITH ITALIANO PER AIUTARE POPOLAZIONI VITTIME TERREMOTO

Riceviamo e volentieri pubblichiamo l'appello della organizzazione ebraica UNIONE DEL BENÉ BERITH ITALIANO, che ha avviato da subito una campagna di raccolta fondi per aiutare le popolazioni vittime del devastante terremoto che ha colpito duramente la Turchia e la Siria. Come di certo saprete, il numero delle vittime aumenta ogni minuto e la situazione meteorologica, o la mancanza di collaborazione tra i referenti della lunga guerra civile siriana, non aiutano il disbrigo delle attività di soccorso. Le vittime per ora sono già più di 5.000, i feriti 20.000 e migliaia gli edifici distrutti o inagibili che inghiottono chissà quante altre persone sotto le loro macerie. Siamo in costante e diretto contatto con i nostri corrispondenti di Istanbul per avere notizie e sapere di che cosa hanno maggiormente bisogno. Seguendo l'esempio di Israele, sempre in prima linea nel fornire soccorso in situazioni simili, senza se e senza ma, siamo certi che vorrete aiutarci ad aiutare. IBAN: IT14Z0310401606000000820574 Intestato a “Bené Berith Milano” Causale: Aiuto per Turchia e Siria Grazie: “chi salva una vita, salva il mondo intero”. L’Ufficio Stampa UBBI (Unione Bené Berith Italiano) Il Bené Berith è un'organizzazione ebraica nata nel XIX secolo, che partecipa a numerose attività legate ai servizi sociali, tra cui l'assistenza negli ospedali alle vittime dei disastri – non solamente di religione ebraica.(07/02/2023-ITL/ITNET)

WITCARE: COMITES E ASSOCIAZIONI SOSTENGONO IL PROGETTO DI COASIT E INAS CISL A MELBOURNE

MELBOURNE - WitCare continua la sua azione di sostegno alla comunità italiana estendo i servizi alle nuove mobilità. Il CO.AS.IT. di Melbourne ed il Patronato INAS-CISL, promotori iniziali del progetto, coordinato da Marco Fedi e Ciro Fiorini, in una riunione svoltasi al CO.AS.IT. il 24 gennaio scorso, hanno concordato l’estensione della partecipazione al progetto anche ad altri importanti soggetti comunitari. “Come avvenuto con il fondo di solidarietà durante COVID-19, la comunità italiana propone uno sportello di servizio per le nuove mobilità che offrirà informazioni ed assistenza ai giovani italiani”, spiega il Coasit in una nota. “Un centro di raccolta dati, elaborazione di richieste e di creazione di collegamenti con le professionalità necessarie a dare risposte concrete: dal lavoro, alla sicurezza sociale al tema dei visti”. Il Consolato Generale di Melbourne, che patrocina l’iniziativa con il costante impegno della Console Generale Hanna Pappalardo, il Com.It.Es. del Victoria e della Tasmania, rappresentato dal Presidente Ubaldo Aglianò, il NOMIT, rappresentato da Luca Esposito, oltre ai Patronati INCA e ACLI, rappresentati rispettivamente da Francesco Pascalis e Paula Marcolin, ed il gruppo Il Globo, rappresentato da Julius Larobina, hanno deciso di sostenere il progetto con la partecipazione diretta al Gruppo di Lavoro sulle mobilità. “Lo sportello di servizio, attraverso i suoi servizi diretti ed il collegamento con le professionalità presenti sul territorio, - spiega il Coasit – faciliterebbe il graduale rientro di residenti temporanei mettendo a disposizione un insieme di servizi di sostegno e assistenza sociale. L’Italian Community Emergency Welfare Fund ha dimostrato come il CO.AS.IT. abbia saputo rispondere ai momenti critici vissuti dalla comunità gestendo complessi progetti di soccorso economico e sociale”. (07/02/2023 aise)

COMUNITÀ ITALIANA: LO STRAORDINARIO POTENZIALE DEL TURISMO DELLE RADICI

Brasilia - “’La storia della nostra civiltà comincia con un viaggio di ritorno, un viaggio delle radici: quello di Ulisse che vuole più di ogni altra cosa ‘vedere il giorno del suo ritorno a Itaca’, alla sua radice prima’: con questo bellissimo e suggestivo ‘incipit’ del Professore Giuseppe Sommario si apre il primo capitolo del libro-ricerca sul turismo delle radici”. A parlare di quest’opera, sulle pagine del mensile Comunità Italiana, riferimento dei quasi 508 mila italiani in Brasile, è il deputato del partito democratico eletto all’estero Fabio Porta. “’ Scoprirsi italiani, i viaggi delle radici in Italia’ – aggiunge Porta - è il titolo dell’interessantissimo volume scritto e curato da Delfina Licata, Giuseppe Sommario, Marina Gabrieli e Riccardo Giumelli, che oltre ad essere studiosi ed esperti di emigrazione italiana nel mondo sono anche i promotori dell’Osservatorio delle radici italiane, iniziativa nata nell’ambito delle attività del Tavolo tecnico istituito sul tema dal Ministero degli Esteri italiano”. “La ricerca” secondo Porta, “conferma e fornisce un ulteriore supporto alla tesi di quanti credono nello straordinario potenziale che potrebbe derivare dalle nostre grandi comunità residenti all’estero per lo sviluppo dell’Italia dei prossimi decenni, soprattutto per quanto concerne la rivitalizzazione delle aree interne e dei piccoli borghi”. Puntare sulle Radici “è un progetto lungimirante e ambizioso, quindi, che avrà successo se riuscirà a coinvolgere in Italia e nel mondo tutti coloro che a vario titolo sono da anni impegnati a valorizzare l’incommensurabile patrimonio costituito dalla ricca e diffusa presenza delle nostre collettività, soprattutto di quelle più lontane che proprio per questa distanza hanno coltivato un legame per certi versi più profondo e autentico con i luoghi di partenza dei loro antenati”. (NoveColonneATG)