ARGENTINA, “DALL’EMILIA ROMAGNA AL FIUME PARANÀ”: IL 19 MARZO EVENTO DELL’ASSOCIAZIONE EMILIA ROMAGNA DI RAMALLO

BUENOS AIRES – “Dall’Emilia Romagna al fiume Paranà”: è il titolo dell’evento che l’Associazione Emilia Romagna di Ramallo (provincia di Buenos Aires) organizza per sabato 19 marzo, ore 11.00 (ora argentina), presso la Sociedad Italiana de Ramallo,

per parlare di cultura, tradizioni, musica e cucina emiliano-romagnola. In questa occasione si terrà anche una dimostrazione di preparazione della piadina con degustazione finale, tutto coordinato dallo chef Leandro Di Pinto, APT Servizi Emilia-Romagna. L’evento è realizzato con il contributo della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo. Partner di progetto: Asociacion Emilia Romagna del Gran La Plata (Argentina), Associazione Amici dell’Appennino Tosco Emiliano. (Inform)

RISPOSTA ALLA CRISI UCRAINA: DOMANI LA VIDEOCONFERENZA COMITES-CGIE

ROMA - Alle ore 12.00 (orario italiano) di domani, 19 marzo, il Consiglio Generale degli Italiani all’Estero - CGIE, con i Comitati degli Italiani all’Estero - Com.It.Es. nel mondo, le Associazioni, gli Enti e le Organizzazioni umanitarie impegnati nei soccorsi dei rifugiati ucraini, si incontreranno in una videoconferenza per dialogare con i Comites di Bucarest, Budapest, Mosca, Praga e Varsavia, in prima linea, sin dallo scoppio della guerra, a portare e offrire aiuto ai profughi. Il nuovo incontro virtuale servirà ad acquisire ulteriori informazioni, a conoscere lo stato dell’accoglienza dei rifugiati e a coordinare gli interventi umanitari, la raccolta del materiale e la destinazione dei soccorsi nei paesi limitrofi dove sono presenti rappresentanze italiane. Per gli sviluppi dell’accoglienza in Italia, invece, parteciperà il Presidente del Consiglio dell’Associazione Nazionale dei Comuni d’Italia, Enzo Bianco, il rappresentante dell’Unione delle Province Italiane Piero Marrese e il Missionario Padre Antonio Grasso di Berna. (aise 18/03/2022

“PER UN’EUROPA DI PACE CONTRO LA GUERRA”, SABATO 19 MARZO MANIFESTAZIONE A BRUXELLES

BRUXELLES – “Da Bruxelles, dal cuore dell’Europa, la comunità degli italiani all’estero che si riconosce nel valore della pace e della solidarietà chiede un grande sforzo diplomatico che trovi nel confronto e nella mediazione attiva la soluzione alla tragedia a cui stiamo assistendo. Condanniamo con forza le azioni militari della Russia in Ucraina che rappresentano una chiara violazione del diritto internazionale”. Inizia così la nota diffusa dagli organizzatori della manifestazione per la pace che si terrà a Bruxelles sabato 19 marzo. Promuovono: INCA, ARCI, Associazione Gramsci Bruxelles, ANPI, Filef Nuova Emigrazione, Sinistra Italiana, Articolo Uno, Partito Democratico Belgio. “Questa guerra, – prosegue il comunicato – come ogni guerra, è una tragedia le cui principali vittime sono le popolazioni civili inermi. Donne, uomini, bambini sono bersaglio di un carico di morte e distruzione che va subito arrestato. È urgente che si favoriscano le condizioni per un cessate il fuoco e si rilancino interventi straordinari di aiuto umanitario e di protezione della popolazione civile. Di fronte a chi fugge dalla guerra, oggi in Ucraina, ma anche in tanti altri paesi, serve un enorme impegno per una piena e sincera solidarietà, l´attivazione di corridoi umanitari sicuri per tutti verso l’Europa, un aumento significativo della capacità di accoglienza e una nuova e strutturale politica europea di asilo”. “Aiuto e solidarietà attiva – continua la nota – vanno riconosciuti a tutti popoli colpiti dalla guerra, dall’Ucraina alla Siria, dall’Afghanistan allo Yemen. La guerra chiama sempre altra guerra. La spirale di orrore deve essere fermata attraverso l´unica via possibile: quella del dialogo e della diplomazia multilaterale. Facciamo appello a tutta la comunità internazionale perché avvii al più presto il processo di pace. La sola soluzione”. (Inform)

“RADIOCRONACHE. STORIE DELLE EMITTENTI ITALOFONE D’OLTRECORTINA” NEL VOLUME DI LORENZO BERARDI

ROMA - A Mosca come a Praga, a Budapest come a Varsavia, passando per Berlino Est, Bucarest, Sofia, sino a Tirana e Belgrado, dieci emittenti di Stato e tre stazioni radio clandestine trasmisero in italiano per decenni, a partire dagli anni Trenta del secolo scorso. Le animarono centinaia di redattori, fra i quali numerosi italiani. Il libro “Radiocronache. Storie delle emittenti italofone d’Oltrecortina” di Lorenzo Berardi, nelle librerie italiane dal 21 marzo per Prospero editore (pp.460, euro 20), racconta le loro incredibili storie e quelle delle emittenti alle quali collaborano; poi, il crollo del comunismo le travolse o ne stravolse i palinsesti. Un viaggio che parte dall’ex URSS e si conclude nell’ex Jugoslavia, percorrendo l’Europa orientale e gli eventi storici che hanno contribuito a definirla dal Secondo dopoguerra a oggi. “È un capitolo quasi inedito della Guerra Fredda, quello che si svolse sulle onde d’Europa”, ricorda Luigi Spinola di Rai Radio3 Mondo. “E la lingua italiana fu un campo di battaglia cruciale, che si stendeva da Mosca a Capodistria. Una vicenda che Lorenzo Berardi ricostruisce con la passione per la ricerca storica che contraddistingue il suo lavoro giornalistico”. Lorenzo Berardi, autore e giornalista nato a Bologna nel 1982, risiede a Varsavia dal 2014. Collabora con testate italiane e internazionali, fra cui “Al Jazeera English”, “New Eastern Europe”, “Radio3 Rai” e “Il Manifesto”, oltre a essere co-fondatore di Centrum Report. Ha cominciato a occuparsi di radiofonia in Italia, lavorando per un’emittente del circuito di Popolare Network e pubblicando nel 2006 Con una certa frequenza, libro a sei mani sulle radio libere bolognesi (Yema, 2006). (aise 18/03/2022)

ENERGIA, CINGOLANI: SPECULAZIONI SUI RINCARI, 3 ANNI PER SGANCIARSI DALLA RUSSIA

Roma - Per essere completamente indipendenti dal gas russo ci vorranno 3 anni. Nel frattempo, se nel breve termine dei prossimi mesi il problema, non si pone, qualche incertezza in più potrebbe arrivare nel medio periodo, ossia da dopo l'estate in poi. Il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, al Senato, il 16 marzo fa il punto sulla situazione energetica italiana, con i forti aumenti collegati al conflitto in Ucraina e alle sanzioni comminate alla Russia, premettendo che l'Italia si trascina un problema di scarda lungimiranza: negli ultimi due decenni infatti "non si sono fatti investimenti sul gas prodotto in Italia, si è passato dal 20% del fabbisogno prodotto in casa al 95% di dipendenza di gas dall'estero di oggi. Le importazioni dalla Russia oggi sono di 29 milioni di metri cubi". Un problema, quest'ultimo, che è anche morale: "Il flusso attuale dalla Russia è il più alto nei tempi recenti in tutta Europa e si è sollevata la questione che l'Europa sta pagando la Russia circa 1 miliardo di euro al giorno alla Russia, è una riflessione importante da fare". La strada da percorrere ora ha varie diramazioni. La prima è diversificare, incrementando i flussi di forniture da altri paesi il Tap che dall’Azerbaijan arriva sulle coste del Salento attivo dal 2020, che l’anno scorso ha portato in Italia circa 7 miliardi di metri cubi di gas ma ha capacità potenziali di circa il triplo, il Transmed che dall’Algeria e dalla Tunisia arriva in Sicilia, a Mazara del Vallo (30 miliardi di metri cubi a regime), il Green stream che trasporta oggi 8 miliardi di metri cubi di gas naturale dalla costa libica fino alla costa italiana. La seconda è mantenere un ampio stoccaggio, ma qui si innesta la denuncia di speculazioni fatta da Cingolani pochi giorni fa: "Noi dovremmo tenere una capacità di stoccaggio del 90% oggi siamo a 1,5 euro per metro cubo, per stoccare 10 miliardi di metri cubi ci servirebbero 15 miliardi, un anno fa avremmo spesso 3 miliardi. Non è molto giustificato il fatto che a parità di tutto il prezzo salga da 30 centesimi a un euro e mezzo". Nel lungo periodo, infine, l'obiettivo deve essere quello dell'incremento delle rinnovabili: "Noi facciamo di tutto per mantenere l'impegno del 55 per cento di decarbonizzazione al 2030, anche perché stiamo cercando di accelerare con le rinnovabili, sperando che non ci sia una lunga coda della guerra", spiega Cingolani. L'ultimo punto, infine, è l'Europa: "Tutto quello che stiamo facendo lo facciamo con un occhio al RepowerEu che dovrebbe uscire nelle prossime settimane - spiega il ministro- Noi abbiamo proposto un price cap a livello europeo sulle transazioni di gas all'ingrosso, che oltre a portare benefici diretti ai consumatori porterebbe benefici anche sul costo dell'energia elettrica". E un'altra proposta "è il disaccoppiamento dei prezzi dell'energia rinnovabile con quella dell'energia termoelettrica prodotta col gas: questo funzionava quando la rinnovabile costava di più”. (NoveColonneATG)

CULTURA ITALIANA NEL MONDO - UCRAINA - MIN.FRANCESCHINI CONFERMA A MIN.CULTURA TKACHENKO RICOSTRUZIONE ITALIANA TEATRO MARIUPOL, IMPEGNO SALVAGUARDIA PATRIMONIO CULTURALE E SOSTEGNO ARTISTI

Il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha incontrato questo pomeriggio in video conferenza il Ministro della Cultura e della Politica di Informazione ucraino, Oleksandr Tkachenko. Nel corso del colloquio Franceschini ha ribadito la ferma condanna da parte italiana dell’invasione russa e la preoccupazione per gli ingenti danni subiti dall’Ucraina e dal suo popolo. Franceschini ha inoltre presentato a Tkachenko la decisione approvata ieri dal Cdm di offrire all’Ucraina i mezzi per la ricostruzione del Teatro di Mariupol quando le condizioni lo permetteranno. A tal proposito, il Ministro Franceschini ha sottolineato la natura di patrimonio universale dell’umanità dei beni e delle attività culturali, che è responsabilità collettiva proteggere e valorizzare. Il Ministro Tkachenko ha ringraziato sentitamente per la proposta, condividendone l’intenso significato in questa fase ancora incerta sul piano dell’andamento del conflitto. I due Ministri hanno poi toccato il tema del sostegno agli artisti e ai professionisti della cultura ucraini, cui il Ministero della Cultura italiano ha scelto di dedicare un progetto di sostegno attraverso apposito Decreto Ministeriale, in corso di ultimazione, che stanzia una somma rilevante per residenze, ospitalità e assistenza, coinvolgendo le principali fondazioni artistiche italiane. In materia di contrasto a fenomeni di traffico illecito, corollario tipico delle crisi, il Ministro Tkachenko ha evocato l’esperienza italiana e segnalato la volontà di istituire un database ucraino per il controllo e la protezione del patrimonio culturale nazionale, mobile e immobile. A tal fine è stato richiesto uno scambio di informazioni con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che verrà favorito in tempi strettissimi con una vtc tra Comandante dei CC TPC e i due Vice Ministri ucraini competenti, nella quale si esaminerà la possibilità di inserire immediatamente nelle banche dati italiane di opere a rischio beni storico-artistici ucraini, perché possano essere recuperati anche a distanza di anni. Il Ministro Franceschini ha infine rinnovato l’invito alla Ministeriale Cultura del Consiglio d’Europa (Strasburgo, 1° aprile, in coincidenza con l’entrata in vigore della Convenzione di Nicosia sugli illeciti contro i beni culturali), presieduta dall’Italia e che avrà un focus sugli effetti del conflitto bellico ucraino sul patrimonio culturale. Il Ministro Tkachenko ha confermato la partecipazione. (18/03/2022-ITL/ITET)