SCUOLE ITALIANE ALL'ESTERO: I SINDACATI CHIEDONO UN INCONTRO URGENTE AL MAECI

ROMA - La situazione del sistema delle scuole/lettorati/corsi all'estero e scuole europee e un confronto sulle nomine per il prossimo anno scolastico:

questi i temi segnalati dai sindacati della scuola che hanno chiesto un incontro urgente al Ministero degli esteri. Flc Cgil, Cisl Fsur, Uil Scuola Rua, Snals Confsal e Gilda Unams indirizzano la loro richiesta al Consigliere Roberto Nocella, Capo dell’Ufficio V della Direzione Generale Sistema Paese della Farnesina. Quattro i punti su cui i sindacati chiedono aggiornamenti: lo stato della situazione nelle scuole/corsi/lettorati all’estero e delle Scuole Europee; l’avvio anno scolastico 2020/21 (dunque applicazione dell’art.2 co.1 lett.c della L.41/2020); la rendicontazione sull’uso dell’art.186 del DPR 18/1967; e, infine, l’interpretazione della quarantena e gestione delle ferie luglio-agosto 2020. (aise)

RIMPATRI: 972 OPERAZIONI IN 119 PAESI, 92MILA ITALIANI TORNATI A CASA

Roma - “Dallo scoppio della pandemia, abbiamo organizzato 972 operazioni speciali che hanno rimpatriato più di 92mila italiani, provenienti da 119 Paesi esteri”. Così Stefano Verrecchia, capo dell’Unità di crisi della Farnesina, il 10 giugno nel corso dell’audizione con la Commissione Affari costituzionali della Camera. “All’inizio dell’emergenza, i voli a volte tornavano vuoti, com’è successo a quelli che partivano dalle Canarie – ha dichiarato Verrecchia – Questo in parte perché la situazione in Italia non era delle migliori, in parte perché si sottovalutava il problema. Ad oggi, in questa situazione così particolare, le operazioni stanno continuando e l’Unità di Crisi continua la sua attività non solo assistenziale ma anche operativa, per rendere possibili questo tipo di interventi”. Il ministro, rispondendo alle domande dell’Aula, ha anche chiarito che non si è trattato di veri e propri voli di rimpatrio, ma più che altro di “voli speciali, per la cui realizzazione l’Unità di crisi ha contribuito in maniera attiva, collaborando con le compagnie commerciali private. Anche quelli realizzati nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell'Unione europea – ha chiarito – non erano messi a disposizione a titolo gratuito. Per chi fosse in difficoltà economica, ricordo che i consolati offrono la possibilità di richiedere un prestito, in caso di grave crisi”. Stefano Verrecchia ha anche illustrato il funzionamento della nuova app gratuita sviluppata dall’Unità di Crisi, che coniuga i contenuti e le funzionalità dei portali “Viaggiare Sicuri” e “Dove siamo nel Mondo”. Avvalendosi di avanzate risorse di mappatura globale, la app offre agli utenti in viaggio all'estero la possibilità di geolocalizzarsi, per ricevere notifiche durante i transiti nelle aree più a rischio, aggiornamenti in tempo reale su situazioni di pericolo e anche la possibilità di confermare la propria incolumità a seguito di eventi critici. “A seguito della pandemia, la app ha avuto un grande successo – ha spiegato Verrecchia – con 252 mila download soltanto nei primi mesi del 2020”. (NoveColonneATG)

FAMILY ACT/NICOLA CARÈ (IV): “FAMIGLIA FONDAMENTALE PER SVILUPPO CULTURALE ED ECONOMICO”

ROMA - “Riaffermare il ruolo centrale della famiglia quale nucleo fondamentale dello sviluppo sociale, culturale ed economico del Paese”. Questa è l’opinione di Nicola Carè, deputato di Italia Viva eletto all’estero commentando l’approvazione del “Family Act”. “Con la riforma dei congedi parentali - spiega Carè -, infatti, si instaura una pari responsabilità tra madri e padri nella cura dei figli; insieme a questa si registrano altre misure altrettanto importanti che riguardano l’assegno universale, contributi per le rette degli asili nido, il riordino delle misure di educazione, formazione e di sostegno per i figli a carico e incentivi al lavoro femminile”. “Il Family act – conclude il parlamentare di Italia Viva – rappresenta un passaggio storico e necessario per rilanciare e sostenere il ruolo della famiglia, tutelarne i diritti primari e porre solide basi per la ripresa economica del Paese, messo a dura prova dall’emergenza sanitaria”. (aise)

SCHIAVONE (CGIE): QUANDO GLI ITALIANI IN SVIZZERA ERANO POCO GRADITI

“Sono trascorsi 50 anni dalla votazione popolare in Svizzera sull'iniziativa popolare ‘L'inforestierimento' proposta dall'allora movimento politico Azione nazionale rappresentato nel parlamento nazionale dall'unico esponente "James Schwarzenbach", l'antesignano dei successivi movimenti xenofobi europei. Allora in Svizzera vivevano oltre 600000 italiani, gli stranieri contro i quali era stato indetto il referendum, che ambiva a modificare ed inserire nella Costituzione il tetto massimo del 10% della presenza di stranieri. A mezzo secolo di distanza notiamo come quel risultato abbia cambiato la cultura e la vita della Svizzera”. Lo scrive su Facebook Michele Schiavone, segretario generale del Consiglio generale degli italiani all’estero. “Allora osteggiati, derisi e umiliati, oggi classe dirigente e forze vive di un Paese che respira e esprime l'italianità come elemento o tratti distintivo della sua modernità - prosegue Schiavone -. I nostri genitori, i miei coetanei in quegli hanno vissuto storie diventate Storia della Svizzera; a loro va la nostra riconoscenza. Un gesto, una parola da parte del governo svizzero sarebbe stato utile a chiudere definitivamente quella parentesi”. “In veste di segretario generale del Consiglio Generale degli italiani all'estero esprimo la gratitudine del Cgie e la mia personale a tutte le famiglie di stranieri, che agli inizi della seconda metà del secolo scorso con grandi sacrifici hanno resistito a forme discriminatorie ed alla negazione dei diritti fondamentali e civili - conclude Schiavone -. Riconoscenza anche a quella parte di intellettuali, operai e famiglie cristiane, che da sempre hanno voluto costruire una Svizzera dal volto umano, per superare i pregiudizi e soprattutto soffocare i sentimenti di xenofobia e razzismo. Il secolo breve ha incarnato anche questi fenomeni, che purtroppo sono ancor lontani da essere sradicati. Quanto sta succedendo in questi giorni negli Stati Uniti rafforza l'obbligo a non abbassare la guardia per contrastare il fenomeno dei primatisti e dell'odio razziale. Il prima i nostri è il riflesso abominevole di una società che ha perso la sua anima e la propria Weltanschaung”. (NoveColonneATG)

ITALIANI ALL'ESTERO - DEMOCRAZIA/SIMBOLI - SEN. GARAVINI(IV/ESTERO): "RIMOZIONE STATUA COLOMBO: PERICOLOSA PER LA DEMOCRAZIA, NON SOLO IN AMERICA. NON E' MAI UNA SOLUZIONE DEI NODI IRRISOLTI

“La rimozione storica e culturale non è mai una soluzione ai nodi irrisolti di una società. Semmai, è giusto riscoprire la storia per interpretare ed affroNtare meglio il presente. Con le sue imprese e le sue scoperte, non solo in America, Cristoforo Colombo simboleggia proprio l’incontro tra popoli ed il preludio a quella che oggi chiamiamo mobilità. L’epoca dei grandi viaggi aveva in sé una sete di conoscenza nei confronti dello sconosciuto e del diverso dai quali, invece, dovremmo trarre spunto ancora oggi. E certo non possiamo applicare a quel periodo storico le convinzioni antropologiche attuali”. “L'America ha rappresentato - e continua a rappresentare - la patria delle libertà e dell'uguaglianza per tanti emigrati arrivati nei secoli, compresi i nostri italiani nel mondo. Proprio per questa loro vocazione all'apertura e per aver accolto tanti nostri connazionali, le immagini degli attacchi alle statue di Cristoforo Colombo non possono che essere condannate. Cancellare la storia è totalmente in contrasto con quella libertà e uguaglianza che i manifestanti giustamente pretendono. La rimozione storica è pericolosa per la democrazia. E, oggi, di quei populisti e xenofobi contro i quali l’America si sta schierando”. Lo dichiara la Senatrice Laura Garavini, Presidente Commissione Difesa e Vicepresidente vicaria gruppo Italia Viva – Psi. (12/06/2020-ITL/ITNET)

VINCENZO ARCOBELLI (CGIE- USA) SUI RECENTI ATTACCHI NEGLI USA ALLE STATUE DI COLOMBO

HOUSTON – In una nota il consigliere del Cgie Vincenzo Arcobelli (Usa) interviene, esprimendo forte disappunto, sui recenti attacchi a “scapito delle statue dedicate all’esploratore Cristoforo Colombo sparse in giro per Stati Uniti, ad opera di quei pochi che mirano a distruggere indisturbati tutti quegli elementi culturali ed simboli della storia dai quali molto potrebbero apprendere”. Il consigliere ricorda inoltre come , nonostante le valutazioni negative sull’operato di Colombo nel Nuovo Mondo presenti anche in alcuni libri scolastici, in realtà l’esploratore, non mise mai piede in quelli che poi divennero gli Stati Uniti d’America. Segnalato da Arcobelli anche l’intervento del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo a sostegno di una petizione organizzata dalla IAOVC (Coalizione della Voce Italo Americana) contro la presentazione nel 2019 di una mozione volta ad appropriarsi della giornata commemorativa del Columbus Day e dedicarla agli Indigeni d’America. “Ritengo quindi, – conclude Arcobelli – che la soluzione sia nel dialogo, nel rispetto reciproco, unitamente all’osservanza delle leggi sui diritti umani e civili. Ma senza riscrivere il passato per finire alla distruzione del tutto !!!”. (Inform)