Salvatore Augello è il segretario generale dell'USEF (Unione Siciliana Emigrati e Famiglie) Associazione ONLUS, organismo con circa 100 associazioni affiliate nel mondo. A lui, esperto, da anni indefessamente impegnato su questo fronte, abbiamo rivolto le domande che seguono, per fare il punto sulla emigrazione siciliana oggi nel mondo.

Quanti sono, secondo una stima approssimativa, i siciliani presenti nel mondo?

Non è facile stabilire il numero dei siciliani nel mondo, essendoci siciliani che hanno da tempo rinunciato alla cittadinanza e quindi escono dalle statistiche, siciliani d'origine e siciliani che conservano il passaporto italiano e rientrano nelle cifre ufficiali del Ministero degli Affari Esteri. Tenendo presente questa distinzione, si può dire che i siciliani con passaporto italiano
sparsi per il mondo oggi si aggirano intorno a 750.000 unità, mentre le tre categorie messe assieme superano l'attuale popolazione residente in Sicilia raggiungendo la ragguardevole cifra di oltre 6 milioni di unità.

Quante sono le associazioni di siciliani all'estero? Di che tipologia sono?


Le associazioni di siciliani all'estero sono parecchie centinaia e sono di vario tipo: culturale, sportivo, sociale. Parecchie di esse, spesso si richiamano al paese di provenienza e conservano usanze e costumi.

Indica gli stati dove la situazione degli italiani emigrati è buona e quelli dove invece è critica.

La situazione degli emigrati varia con il variare del paese di ospitalità, per cui abbiamo realtà
abbastanza floride e promettenti come l'USA, il Canada, l'Australia; realtà abbastanza buone come quelle relative ai paesi europei e realtà invece molto contraddittorie e spesso drammatiche come accade in diversi paesi dell'America Latina.

Cosa fanno le associazioni regionali per tenere "forte" il legame con le associazioni all'estero?

L'attività di un'associazione regionale che vuole mantenere un minimo di contatti con l'estero è parecchio difficile e varia. Ci sono attività che vengono finanziate dalla Regione, mentre ce ne sono che vengono dalla sensibilità degli Enti Locali, con i quali le associazioni regionale cercano di intrattenere contatti e collegamenti. Ci sono diversi tipi di associazioni regionali, alcune che hanno contatti reali, altre che si affidano ad un contatto sporadico ed episodico. Per potere mantenere un minimo di contatti, oggi bisogna sempre più avviarsi sulla strada di fornitori di servizi che vanno dai servizi culturali a quelli dell'informazione; dall'organizzazione di programmi di turismo sociale per gli anziani alle colonie per i bambini ed ai campeggi per gli adolescenti; dalla gestione dei servizi offerti dalla legislazione regionale in materia di siciliani all'estero alla formazione.

La Regione Siciliana come si muove?

La Regione Sicilia ha una legge specifica, la 55/80 modificata con legge 38/84. E' una legge che in passato molti c'invidiavano, ma il mancato aggiornamento ci ha portato ad essere tra gli ultimi. Non si dà la dovuta importanza alla Consulta Regionale, non si dà sufficiente peso a quest'importante
settore di intervento, non si destinano sufficienti risorse economiche.

Cosa bisognerebbe incrementare per mantenere il collegamento con le comunità siciliane all'estero?

Da quanto detto nella risposta precedente, le cose da incrementare sono certamente i servizi culturali e di informazione su cui aumenta sempre la richiesta, anche da parte dei giovani. Si dovrebbero meglio strutturare ed utilizzare le cosiddette Case Sicilia, che debbono essere centri di servizi, ma anche punto di aggregazione delle associazioni all'estero e di quelle regionali. Infine, bisognerebbe incrementare l'informazione di ritorno, per evitare che ci si avvicini all'emigrazione considerandola un fatto folkloristico, cosa che evidentemente non corrisponde alla realtà.

Oggi in Sicilia occorre legiferare nuovamente in materia di emigrazione? Quali sono le linee principali da seguire?

Credo sia tempo di passare a una nuova legge per i siciliani all'estero, che senza togliere niente delle cose positive che esistono nell'attuale legislazione (colonie, campeggi, turismo sociale, attività culturale), recepisca le novità che oggi esistono all'estero. Quali sono le novità? Intanto valorizzare la risorsa rappresentata dagli emigrati, incentivando gli investimenti da parte di piccole e medie imprese estere verso la Sicilia, superando l'obbligatorietà del rientro. In secondo luogo, vanno incentivate le attività rivolte ai giovani: possibilità di scambi tra gruppi omogenei, informazione costante e puntuale, aumento dell'impegno nel campo della cultura (videoteche, biblioteche, ecc.).

Oggi i siciliani all'estero come vivono il rapporto con la madre terra? E i giovani, nati all'estero, figli di siciliani?

Non v'è dubbio che esiste un grande rapporto affettivo da parte dei siciliani di nascita nei
confronti della propria terra, anche se a volte affiorano risentimenti, vecchi rancori, ma basta guardarli bene negli occhi e vedere come essi diventano lucidi ogni qual volta parlano di ricordi del passato legati al paese d'origine. Cosa diversa sono i giovani nati all'estero, nei quali in questi ultimi tempi si sono risvegliati grandi interessi culturali che vanno assecondati, una grande curiosità che va seguita ed opportunamente alimentata, con materiale adeguato e con una migliore definizione di borsa di studio.

In che cosa consiste l'operazione condotta dal governo regionale su Casa Sicilia?

L'operazione Casa Sicilia, quando venne pensata dal governo Capodicasa, venne pensata come uno sportello, una sorta di vetrina per presentare il made in Sicily, per dare alle imprese siciliane degli
spazi espositivi all'estero, un punto di riferimento per concludere affari, per sviluppare e produrre economia. Cosa diversa e stata l'operazione in Argentina, dove Casa Sicilia ha avuto una parentesi di funzionalità con personale dell'Assessorato, al fine di raccogliere le domande di sussidio da parte
dei corregionali bisognosi. In ogni caso, credo che Casa Sicilia debba essere un momento di coagulo delle associazioni siciliane, uno sportello di servizi a 360 gradi, oltre che una valida vetrina del made in Sicily.

Le associazioni che si occupano delle tematiche di emigrazione hanno un futuro?

E' difficile rispondere a questa domanda. Le associazioni che si occupano di emigrazione hanno certamente un futuro se sanno modellare la propria attività alle nuove esigenze delle comunità all'estero, alle esigenze del movimento associativo che opera in emigrazione, aiutando queste ultime a coinvolgere i giovani, altrimenti sono destinate a scomparire. Quelle regionali, in modo particolare, oltre a stimolare un momento unitario capace di produrre utili sinergie, debbono sempre più trasformarsi in centri di servizi, capaci di coinvolgere le comunità all'estero e gli Enti locali in Sicilia, in maniera tale da mettere in piedi punti di riferimento polivalenti a cui si possano rivolgere gli emigrati, gli enti locali, quanti hanno interessi in materia di emigrazione.

L'attuale politica siciliana come affronta il problema dei siciliani nel mondo?

L'attuale politica siciliana affronta in maniera molto stanca e distratta il problema dei siciliani nel mondo, trascurando gli stessi dettami della legge in vigore, non conferendo all'emigrazione la dignità di settore di intervento che merita di ricevere attenzione e dal
quale ricavare importanti stimoli culturali ed economici.

Quali sono i periodici editi in Sicilia in materia di emigrazione? E quelli editi all'estero?

I periodici editi in Sicilia, degni di questo nome sono solo due: "Emigrazione Siciliana", edito dall'USEF, e "Sicilia Mondo", edito dall'omonima associazione. Non ha avuto fortuna il periodico della Regione "Qui Sicilia", che da tempo non viene più stampato. All'estero, invece, esistono una miriade di bollettini, giornalini e giornali. Il giornale più importante è certamente il quotidiano "America
Oggi" che stampa oltre 50.000 copie al giorno, seguito dal "Corriere Canadese" e da tanti altri titoli che si stampano in Europa. In definitiva, esiste una grande catena di pubblicazioni, che servono a fornire un minimo di informazione, quella che invece manca quasi del tutto e l'informazione di ritorno, che deve servire a riportare alla ribalta il problema emigrazione all'interno della Regione.

Cosa dovrebbero trattare i musei dell'emigrazione?

I musei dell'emigrazione, a mio avviso, debbono servire innanzi tutto a documentare il dramma dell'emigrazione, mediante documenti, fotografie, oggettistica, tutto quanto possa ricordare che cosa è stata l'emigrazione in passato, le sofferenze, le speranze, la disgregazione di cui il dramma è pieno. Ciò al fine di tramandare ai posteri quelle pagine di storia scritte dai siciliani sparsi per il mondo, che fanno in maniera indiscussa parte della storia del popolo siciliano. In secondo luogo, debbono documentare anche le varie fasi evolutive dell'emigrazione, i livelli di integrazione raggiunti dalle varie comunità, i posti guadagnati nella società a dimostrazione di quanto sia cresciuto e modificato l'emigrato, quale poderosa risorsa egli rappresenti per la terra d'origine, qualora questa sapesse avvalersene.