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AGRIGENTO 11 GENNAIO 2012 Bufera politica a Favara Manganella non ci sta -La politica favarese entra nella bufera. Dopo pochi mesi di sana collaborazione fra Consiglio comunale e giunta, oggi, i rapporti sembrano incrinarsi del tutto. I dissapori sono iniziati con il Consiglio comunale di novembre quando 17 consiglieri comunali hanno formato una nuova “maggioranza” consiliare. Quella “crisi” sembrava ormai alle spalle, mentre oggi torna d’attualità. I 17 consiglieri sostengono che manca il dialogo tra amministrazione e Consiglio comunale. In altre parole, chiedono l’azzeramento della giunta. Il sindaco si è detto disposto ad azzerare la Giunta, a condizione che siano i partiti politici a chiederlo espressamente e non i singoli consiglieri comunali con estrazioni politiche diverse. Per Manganella a decidere la sorte della Giunta non può essere qualche gruppo di “Amici” consiglieri comunali che si avvale di “Parole d’onore”, ha rimarcato lo stesso sindaco in una recente conferenza stampa. I consiglieri si sono sentiti offesi da tali affermazioni, tanto che stamane si è riunita con i caratteri d’urgenza una conferenza dei capigruppo consiliari. L’idea era quella di convocare un Consiglio comunale d’urgenza per discutere le gravi affermazioni del sindaco, ma non si farà. Questo punto sarà inserito all’ordine del giorno del prossimo Consiglio comunale previsto per il prossimo 19 gennaio. Risulta poco chiara la presa di posizione dei 17 consiglieri dato che i loro partiti politici d’appartenenza non sostengono (almeno ufficialmente) le loro posizioni. Questo “braccio di ferro” fra consiglio e giunta rischia di destabilizzare l’opinione pubblica ormai stanca dei soliti valzer politici. (fonte: agrigentonotizie.it) Aragona si prepara alle Amministrative - Sono ormai prossime le elezioni amministrative nel capoluogo delle Maccalube e le danze sono, dunque, aperte, tanto che le comode poltrone, occupate per oltre quattro anni e mezzo da alcuni esponenti politici, oggi sembrerebbero divenute assai scomode. È di un paio di settimane fa la notizia delle dimissioni del collaboratore politico del sindaco, Giuseppe Licata del Mpa, che ha operato la sua scelta "a seguito della poca propensione del sindaco a permettere una fattiva collaborazione”; ed ancora, la scorsa settimana, anche il coordinatore cittadino Giuseppe Caramazza ha rinunciato alla sua carica. In una nota Caramazza dichiara che “non si condivide la linea politica portata avanti dal Gruppo Consiliare dell’Mpa appiattita sulle posizioni e decisioni del solo sindaco Alfonso Tedesco, che mai ci ha permesso di potere partecipare attivamente all’Amministrazione”. Ma come ha commentato il primo cittadino di Aragona, Alfonso Tedesco, le scelte dei due esponenti politici? “Non voglio interferire sulle vicende di linea strettamente politica, che ovviamente attengono al partito, ma intervengo sulle dichiarazioni di Giuseppe Licata e di Giuseppe Caramazza. Licata - sottolinea il sindaco - non ha mai concretamente espletato il suo compito, pertanto non si comprende da che cosa si sia dimesso. Il fatto si commenta da sé! Per quanto riguarda, invece, le dichiarazioni di Caramazza intervengo, smentendole categoricamente. Con quanto dichiarato l'ex coordinatore del Mpa - sostiene il sindaco - dimostra inequivocabilmente che in quattro anni e mezzo, per la carica politica rivestita, non è riuscito a cogliere le problematiche che l'Amministrazione ha affrontato. È evidente che non ha assolutamente colto la precarietà dell’agire amministrativo, che si è spesso tradotta nel garantire la sopravvivenza dell'Ente, per via dei risaputi problemi economici che sono stati affrontati e che hanno- non mi stancherò mai di dirlo - fortemente penalizzato l'azione politica".(fonte: agrigentonotizie.it) I COMUNI DEL BELICE A 44 ANNI DAL TERREMOTO Anche quest'anno la data del 14 gennaio sarà per i comuni della Valle del Belìce colpiti dal sisma del 1968, occasione per fare il punto sulla questione “ricostruzione”, parentesi ancora aperta a distanza di 44 anni, ma che i comuni belicini, specie negli ultimi anni, hanno affrontato con una filosofia nuova ed un approccio emancipato. Se da un lato è condivisa la necessità per i comuni che non hanno ancora ultimato la ricostruzione di dare una risposta ai cittadini che non hanno ancora la loro casa, dall'altro, l'occasione della ricorrenza, si è tramutata negli ultimi anni in un vero e proprio laboratorio di idee, una tavola rotonda allargata a tutti i comuni della Valle in cui pensare e condividere soluzioni nuove negli ambiti più disparati: dall'architettura urbana ad una rete di musei legati alla comune origine belicina, dalla condivisione di un calendario di eventi alla promozione di prodotti tipici locali dove il marchio “Belìce” sia garanzia di provenienza e qualità. Non sono mancate, specie nell'ultimo anno, prese di posizione forti e interventi incisivi dei sindaci della Valle che singolarmente, ma più spesso in gruppo, hanno inseguito per la Sicilia e visitato spessissimo a Roma gli ex ministri alla Giustizia e alle Infrastrutture collezionando una serie di promesse e dichiarazioni di impegno puntualmente disattese. Ma i sindaci non si sono lasciati scoraggiare e il Coordinamento dei Comuni della Valle del Belìce, diretto da Nicola Catania, prosegue la sua missione senza però trascurare la necessità di raccontare alle nuove generazioni la storia di questi 44 anni. Si intitola infatti “Ricordare per Ricostruire” la manifestazione in programma a Santa Margherita di Belìce la mattina del 14 gennaio prossimo. Si inizia alle 10 con la Santa Messa presso la chiesa Madre e si prosegue alle 11 presso il Museo della Memoria con tre momenti tematici. Il “passato”, con la testimonianza del “gruppo dei 33”: uomini della Valle del Belìce accusati di blocco stradale per aver manifestato, il 6 e 7 aprile del 1976 a Misilbesi, a favore della legge 178/76 per l’avvio della ricostruzione; il “presente” con l’installazione e l’inaugurazione, in Piazza Matteotti, della scultura del maestro Nino Ucchino “Beliceamuri”. Un’opera d’arte alta più di 5 metri, in acciaio specchiato, e densa di simbologia che racconta il difficile percorso di rinascita di Santa Margherita dal ’68 ad oggi, passato attraverso l’identificazione con la cultura del Gattopardo; e infine il “futuro” con un breve intervento sui temi della questione del Belìce e le nuove possibili strategie di ricostruzione alla luce delle situazione politico-economica nazionale e del Sud d’Italia in particolare a cura del coordinatore dei comuni del Belìce, Nicola Catania. Saranno inoltre presenti, per l’occasione, i sindaci dei comuni belicini, il prefetto di Agrigento, alcuni parlamentari del territorio, autorità civili, militari, religiose e le scuole della cittadina. La manifestazione sarà trasmessa in diretta radiofonica e web da RadioSisma, la neonata radio del Belìce, gestita da un gruppo di attivi giovani margheritesi la cui sede è ospitata all’interno del Palazzo Filangeri-Cutò, ed allietata dalla presenza dei giovani attori della compagnia teatrale i Gatti…Pardi che reciteranno in abiti d’epoca. Sono previsti programmi e manifestazioni in tutti i comuni della Valle del Belìce. (fonte: agrigentonotizie.it) CALTANISSETTA 11 GENNAIO 2012 MISTERO SULLA MORTE DEL GIOVANE IMPRENDITORE DI RIESI, PIERO DI FRANCESCO E’ un giallo, il ritrovamento del cadavere carbonizzato di un giovane imprenditore di Riesi, Piero Di Francesco 30 anni. Il corpo si trovava all’interno di una Mercedes in disuso, di sua proprietà a pochi chilometri dal centro abitato di Riesi, a Bannuto, vicino l’istituto comprensivo “Giarratana”. Un posto frequentato ogni giorno dal giovane, perché è il piazzale dell’azienda di cui Piero era amministratore e direttore tecnico “Tecnoambiente Srl” che si occupa di trasporto inerti, trasformazione di rifiuti non pericolosi e bonifiche. L’imprenditore è morto accanto la villetta del papà, confinante con la cava dove lavora pure il fratello più grande. Ieri mattina a causa della forte pioggia nell’azienda non si lavorava, quindi nessun operaio presente, nessun testimone. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, Piero Di Francesco, arriva a bordo della sua Opel Meriva, apre il primo cancello, percorre una salita e posteggia la monovolume davanti al secondo ingresso dell’impresa, pure chiuso da una cancellata. Cosa accade da quel momento in poi è un mistero, nel piazzale tra escavatori, detriti e container , c’è la Mercedes che nessuno usa più. Intorno alle 11 dalla vettura si sprigiona l’incendio, ad accorgersene il papà di Piero, Stefano Di Francesco che sale su una ruspa, raccoglie della sabbia che getta sulla vettura in fiamme, e a quel punto si accorge del corpo carbonizzato del figlio, seduto sul sedile posteriore, dietro al lato guida. E’ ancora presto per dire se il giovane sia stato ucciso dal fuoco o prima ucciso e poi posizionato li, sarà l’autopsia a stabilirlo. Sul corpo i carabinieri della scientifica non hanno comunque rinvenuto segni evidenti di violenza o fori da arma da fuoco. Vicino alla Mercedes però gli inquirenti hanno rinvenuto un bidoncino di plastica odorante di benzina che sarà analizzato così come la Meriva e la Mercedes. Inizialmente si era ipotizzato un suicidio, ma è anomalo per come è avvenuto e poi chi conosceva Piero esclude questa ipotesi, privilegiata quindi dagli inquirenti la pista dell’omicidio. Piero Di Francesco lascia la moglie e due figli piccoli, di 5 e 3 anni. A seguire le indagini i Carabinieri e i Pm Aghemo e Di Leo, quest’ultimo della Direzione Distrettuale Antimafia (fonte: giornale nisseno.com) MICROCREDITO, ECCO COME FARE E’ operativo da oggi il sito www.microcreditosicilia.it. Tutti potranno conoscere la documentazione necessaria prima di rivolgersi a una delle oltre 50 associazioni che hanno stipulato la convenzione con la Regione siciliana per accedere a questa forma di finanziamento. “Con la consegna (da parte del presidente della Regione Raffaele Lombardo e del direttore generale di Unocredit Roberto Nicastro) del primo finanziamento di microcredito a una famiglia siciliana che ne ha fatto richiesta, la legge, dice l’assessore regionale per l’economia, Gaetano Armao “é pianamente operativa. Abbiamo dato un sostegno concreto e immediato alle famiglie che oggi soffrono particolarmente per la crisi in atto e scongiurato il ricorso all’usura, piaga che proprio in questi momenti colpisce più duramente i soggetti deboli della società”. DECRETO REGIONALE SULLA SANITÀ: IN PROVINCIA SOLO DUE PUNTI NASCITA Con Decreto dell'Assessore Regionale alla Sanità Massimo Russo, pubblicato sulla G.U.R.S. di Giovedì 5 gennaio 2012, si ufficializza un ulteriore declassamento dell’Ospedale S.Elia. Il Decreto, infatti, definisce i punti nascita che resteranno aperti in provincia, chiudendo oltre che San Cataldo, Mazzarino e Niscemi, anche Mussomeli, lasciando aperti solamente i punti nascita di Caltanissetta e Gela. Il Decreto distingue anche i punti nascita di primo e secondo livello, lasciando l'Ospedale S.Elia di primo livello e promuovendo l'Ospedale di Gela al secondo livello con la creazione dell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale. CATANIA 11 GENNAIO 2012 VIA ETNEA: MULTATI I CARTELLI CONTRO LA MAFIA „ Dopo il cartello trafitto dalle scope e la palma travestita da signora lungo la circonvallazione,arriva a Catania un'altra opera da strada che oltre a stupire e divertire vuole far riflettere. Come mostra la foto ecco i cartelli stradali che ieri mattina gli automobilisti catanesi hanno incrociato nel loro percorso. Divieti di sosta contro due fenomeni che tutti noi conosciamo e combattiamo giornalmente: la Mafia e l'Omertà. Eppure, l'iniziativa del gruppo di giovani street artist non è stata premiata. I loro alternativi segnali stradali contro i due mali siciliani sono stati sanzionati, ora il movimento Popap deve pagare una multa di 389euro. "Il nostro voleva essere un progetto decorativo -racconta Antonio Anc, componente del gruppo - me con dei contenuti, un'opera di street arte che lasciasse pubblicamente un messaggio chiaro su una tematica che ci sta a cuore in una città dove c'è ancora chi fa fatica ad ammettere che esisti stano mafia e pizzo e nella quale, nel caso di Laura Salafia, un intero quartiere ha detto di non aver visto nulla". I cartelli no alla mafia e no alla omertà in giro per Catania dovevano essere 22 e, precisamente , in via di Sangiuliano, piazza Manganelli e via Etnea. Me è inutile che andate in giro a cercarli, i vigili hanno rimosso tutto e multato la performance del gruppo con l'accusa di aver inserito arbitrariamente sul palo del cartello, simboli che non fanno parte della segnaletica stradale. (fonte: cataniatoday) “ SANITÀ: CHIUDONO I PUNTI NASCITA DI BRONTE E PATERNÒ „Sulle polemiche in merito alla chiusura di alcuni punti nascita in Sicilia, l'Assessore Massimo Russo dichiara:" Chiudono i punti nascita, ma i parti ora saranno più sicuri". A promuovere il piano previsto dal decreto sul riordino dei punti nascita, i rappresentanti delle Associazioni di ginecologi e ostetrici. Paolo Scollo, vicepresidente nazionale della Sigo ( Società italiana di ginecologia e ostetricia), è soddisfatto: "Siamo tra le prime regioni italiane ad avere una norma che garantisce la qualità a tutti i livelli: delle pazienti e dei bambini in primis, ma anche del personale". I dati, infatti, sulla pericolosità dei parti che avvengono in strutture con un numero minimo di interventi, hanno portato a questa riforma. Giuseppe Ettore, presidente regionale dell'Aogoi ( Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani), considera la riforma "il frutto di due anni intensi di lavoro di un tavolo tecnico. Con questo piano la regione è all'avanguardia nazionale ma adesso bisogna avere coraggio di andare avanti fino in fondo". Per fare un po' i conti. A Catania, al primo posto per stima dei parti previsti, c'è l'Ospedale "Garibaldi" con 2999 nascite. A seguire, l'Ospedale "Cannizzaro" con 1179, il "S. Bambino" 3091, "Rodolico" 428, Caltagirone 818, Biancavilla 530, Acireale 825, Clinica Gibiino 503, Falcidia 755, Gretter- Lucina 938. (fonte: cataniatoday) FERMO DEGLI AUTOTRASPORTATORI IN SICILIA DAL 16 AL 20 GENNAIO 2012 „ Questa mattina è stato presentato, ufficialmente, il nuovo movimento cittadino denominato "Forza D'urto", come già anticipato nel precedente articolo vi fanno parte gli autotrasportatori dell'Aias, il Movimento dei Forconi i rappresentanti del mondo della produzione agricola, dei pescatori, gli indignati e tantissimi altri gruppi. Il costo eccessivo del carburante, la mancanza di regolamentazione dei pagamenti della committenza, il cartello imposto dalle compagnie assicurative e una rete infrastrutturale inadeguata. Sono alcuni dei motivi alla base della nascita del Movimento "Forza d'urto". La prima protesta interessa il fermo degli autotrasportatori in Sicilia dal 16 al 20 gennaio 2012. "Noi stiamo soffrendo di piu' rispetto al resto d'Italia - ha spiegato il presidente dell'Aias Giuseppe Richichi - perche' siamo periferici. Abbiamo piu' volte chiesto l'intervento dello Stato in maniera da non allontanarci ulteriormente dall'Europa, ma non siamo stati ascoltati. Il nostro e' uno sciopero spontaneo che non produrra' alcun caos e ci auguriamo che vedra' l'adesione di tutti i siciliani. Ma e' necessario perche' ormai siamo con le spalle al muro. Non ci saranno le situazioni che si sono venute a creare nel 2000. Noi non vogliamo danneggiare nessuno. Ci fermiamo solo per il bene della Sicilia". „"Siamo stanchi - ha aggiunto dal canto suo il leader del Movimento dei Forconi Mariano Ferro - perche' questa terra potrebbe essere ricca e invece continuiamo tutti a soffrire. Abbiamo chiesto al governo, a tutti i governi, di ascoltarci: nulla. Adesso speriamo che con questa protesta abbiano un pizzico di attenzione nei nostri confronti"“ (fonte: cataniatoday) ENNA 11 GENNAIO 2012 MAFIA. SEQUESTRATI DA DIA BENI A DANIELE DI CAVOLO PER 50 MLN, TRA CUI LA COOPERATIVA SPA-SERVIZI DI CENTURIPE Beni per un valore di 50 milioni di euro sono stati sequestrati dalla Direzione Investigativa Antimafia di Catania, riconducibili a Daniele Di Cavolo 50 anni, originario di Paterno’, arrestato nel luglio del 2003 nell’ambito dell’operazione “Obelisco”. Secondo l’accusa dal luglio 2003 all’agosto 2006 l’indagato, attraverso diverse societa’, e in particolare con la Fin. Par 2000 spa, la Eni Fin spa, e la Fin Consorzio, avrebbe gestito appalti per 57 milioni di euro. Oltre alle imprese, sono state sottoposte al “sequestro antimafia” diverse unità immobiliari, abitative agricole, e 129 rapporti bancari. Le indagini patrimoniali espletate dalla Dia, volte a rilevare la capacita’ reddituale di Di Cavolo e del suo nucleo familiare, abbracciano l’arco temporale dal 1995 alla prima metà del 2008. Gli accertamenti avrebbero evidenziato profili sperequativi tra i redditi dichiarati e il patrimonio posseduto tali da fondare la presunzione accolta dal tribunale di una presunta illecita acquisizione patrimoniale. Daniele Di Cavolo arrestato nel luglio del 2003 nell’ambito dell’inchiesta Obelisco con l’accusa di avere fatto parte, insieme ad altri imprenditori, di un’associazione che cercava di acquisire il controllo di appalti pubblici in Sicilia “pilotando” le gare con la presunta complicita’ di esponenti mafiosi. Processato col rito abbreviato, Di Cavolo e’ stato condannato per associazione per delinquere semplice, e non mafiosa, finalizzata alle turbative d’asta e alle truffe dirette all’acquisizione di una serie di appalti pubblici. Il giudice ha ritenuto, infatti, non provata la sua partecipazione a Cosa Nostra. Le societa’ affidate a amministrazione giudiziaria sono la Esperia Costruzioni, di Paterno’; la Fin.par.2000 Esco Spa di Roma; la New & Co. Esco Srl Unipersonale di Roma; quote consortili della Fin.Consorzio di Roma; la Fin gas di Roma; la Fin gas 2 di Roma; la Collina di Paterno’; la Fin.gest srl Unipersonale di Roma; la Esperia group srl di Paterno’; l’Immobiliare srl Unipersonale di Paterno’; la societa’ consortile Rti srl di Paterno’; e la Cooperativa spa-Servizi per attivita’ di Centuripe. (fonte: vivienna.it) AMMODERNAMENTO RETE IDRICA 49MLN AD ENNA, AGIRA, AIDONE, LEONFORTE, NICOSIA, PIAZZA ARMERINA, REGALBUTO E VALGUARNERA Enna. E’ ufficiale, a darne notizia è lo stesso presidente della Provincia, Giuseppe Monaco nella veste anche di presidente dell’Ato idrico n. 5 di Enna. L’Ato idrico ha ottenuto e ricevuto cospicui finanziamenti, nel settore idrico, per un importo di oltre 49 milioni di euro. Soldi che saranno investititi tramite la società Acquaenna sul territorio provinciale per ammodernare le reti idriche comunali. I finanziamenti ricevuti riguardano più decreti di finanziamento emanati dalla Regione siciliana Assessorato Energia e servizi di Pubblica Utilità e specificatamente: Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Enna D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 7.007.702,71 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Valguarnera D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 4.512.687,85 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana – rete servita dal serbatoio Garibaldi – nel comune di Piazza Armerina D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 3.784.895,05 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana – zona Campo Sportivo – nel comune di Leonforte D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 4.831.220,49 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Regalbuto D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 5.449.522,87 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Nicosia D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 5.983.317,46 Interventi non programmabili di manutenzione straordinaria nella Provincia di Enna D.D.G N. 1830 del 18.11.2011 € 7.599.701,00 Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Agira D.D.G N. 1491 del 11.10.2011 € 4.768.646,35 >Rifacimento di tratti di rete idrica urbana nel comune di Aidone D.D.G. PO FESR 2007/2013 € 5.133.468,65 TOTALE € 49.071.162,43 (fonte: vivienna.it) ENNA: RICERCA DI PERSONALE PER BIOMASSE Enna. Il Centro per l’Impiego 25(ex Ufficio di collocamento) ha comunicato che da ieri al 29 gennaio,per conto della Azienda Biomasse Sicilia, presso gli uffici, siti in via Libero Grassi,8 Enna bassa, aranno raccolti, al fine di effettuare una preselezione attraverso colloquio, le istanze dei lavoratori interessati a posizioni lavorative agricole /forestali. Si tratta di 42 posti di lavoro riservati a conduttori di macchine agricole e di motoseghisti. Per quanto riguarda i 6 più 6 conduttori macchine agricole (pat. B – E) bisogna inviare la descrizione dettagliata della mansione /competenze richieste/precedenti esperienze lavorative: operatore trattore (con gru e/o verricello): utilizzazione dei trattori forestali (con gru e/o verricello) con o senza rimorchio; collaborazione con le operatrici addetti all’attività di esbosco (es. motoseghiste), collaborazione e rispetto delle disposizioni impartite dai responsabili di cantiere e dal personale indicato dal datore di lavoro a ruoli di vigilanza, controllo ed indirizzo. Per quanto riguarda i 15 più 15 motoseghista, occorre la descrizione dettagliata della mansione /competenze richieste/precedenti esperienze lavorative: motoseghista, operazioni di utilizzazione forestale; utilizzo di motoseghe e degli attrezzi necessari per il taglio delle piante e il loro allestimento, collaborazione con gli operatori addetti all’attività di esbosco; collaborazione e rispetto delle disposizioni impartite dai responsabili di cantiere e dal personale indicato dal datore di lavoro a ruoli di vigilanza, controllo ed indirizzo. Il luogo di lavoro è Foreste della Azienda Foreste Demaniali delle Provincia di Enna (6+15 operai); Foreste della Azienda Foreste Demaniali di Provincia di Caltanissetta (6+15 operai) . Il contratto di lavoro è a tempo determinato per 39 ore di lavoro settimanale per max 6 mesi con le condizioni previste dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e del Contratto Integrativo Regionale per gli operai addetti ai lavori di sistemazione idraulico forestale e idraulico agrario. (fonte: vivienna.it) MESSINA 11 GENNAIO 2012 NASCE IL COMITATO “COORDINAMENTO 22.11.11” DI BARCELLONA. MOBILITAZIONE PREVISTA IL 22 GENNAIO L’indifferenza del governo centrale verso le tragedie che interessano il territorio messinese sembra essere diventata una costante. L’esclusione dei territori colpiti dall’alluvione dello scorso 22 novembre dal decreto “Mille proroghe” è l’ultimo smacco, in ordine di tempo, da parte di una politica distante dal territorio. Di fronte a questo imbarazzante distacco, i cittadini hanno però deciso di mobilitarsi per dare una risposta. Si sono riuniti in un Comitato “Coordinamento 22.11.11”, che mira a rappresentare tutti i centri alluvionati, di cui fanno parte oltre 30 sigle tra enti, associazioni e comitati. Insieme si preparano alla mobilitazione: quella fissata per il 22 gennaio, a due mesi esatti di distanza dall’alluvione che ha ucciso il piccolo Luca, Luigi e Giuseppe. La protesta, che verrà preceduta da una serie di incontri, chiede risposte “ad uno stato che non riconosce i diritti. Vogliamo lo stato di calamità. Vogliamo gli sgravi fiscali. Vogliamo lo stesso trattamento ricevuto dai fratelli genovesi, toscani e calabresi”. (fonte: tempostretto - EDP) GLI STUDENTI DEL BASILE PROTESTANO ANCORA PER I BUS, RASSICURAZIONI DALLA PROVINCIA Verrà rinnovato l’accordo con la Giuntabus fino al prossimo 21 gennaio, in attesa che venga finalmente acquistato il nuovo mezzo da inserire nell’autoparco provinciale Nuova protesta degli studenti dell’Istituto d’Arte “Ernesto Basile” questa mattina davanti a palazzo dei Leoni. I ragazzi hanno manifestato contro il mancato rinnovo della convenzione tra la Provincia e l’azienda Giuntabus, che si è occupata per diverse settimane del servizio spola tra il terminal tram “Annunziata” e il plesso scolastico di Conca D’Oro. Finite le vacanze natalizie diversi alunni non hanno potuto raggiungere la scuola per l’assenza di mezzi idonei ad effettuare la spola. Così si sono uniti alle sollecitazioni del preside Renato Zafarana, con due giorni di sciopero, che hanno preceduto l’incontro di questa mattina con l’assessore alla Pubblica Istruzione, Pippo Di Bartolo. Il componente della giunta Ricevuto ha rassicurato giovani, docenti e anche il dirigente scolastico: verrà rinnovata la convenzione ma sarà attiva fino al 21 gennaio. Contestualmente si lavora infatti per l’acquisto del mezzo che dovrebbe porre rimedio definitivamente alla questione del servizio bus verso il nuovissimo plesso, tra i più all’avanguardia nel mezzogiorno d’Italia. Un intervento risolutivo per un problema che si trascina dalla data di inaugurazione del moderno plesso. La Provincia attende solo che il mezzo da cento posti sia revisionato, prima di procedere all’inserimento nel proprio autoparco. 8fonte: tempostretto) ULTIMATUM CONFERENZA STAMPA DEI LAVORATORI SERVIRAIL: «SE NON AVREMO RISPOSTE CERTE, ALZEREMO I TONI DELLA PROTESTA». VENERDÌ TAVOLO REGIONALE Domani gli ex cuccettisti consegneranno le firme dei cittadini al sindaco Buzzanca. Copia della petizione arriverà anche sul tavolo del prefetto Alecci e dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Moretti. La Cisl "in pressing" su Lomabardo ha ottenuto la convocazione del tavolo regionale Quarantunesimo giorno di protesta per gli 85 ex lavoratori di Servirail, in presidio permanente al binario uno della stazione. Stamattina, gli ex cuccettisti hanno convocato una conferenza stampa, autonomamente e senza l’ “interferenza” dei sindacati , per annunciare le prossime tappe della loro mobilitazione, che va avanti ininterrottamente dall’ 11 dicembre scorso. Innanzitutto, hanno spiegato gli ex addetti ai servizi dei treni notte, domani saranno consegnate al sindaco Giuseppe Buzzanca le oltre 10 mila firme che i cittadini messinesi hanno posto sulla petizione a supporto della vertenza. Copia delle firme arriverà anche sul tavolo del prefetto Francesco Alecci e dell’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti. Un’azione simbolica, che i lavoratori considerano un punto di svolta perché, da domani, comincia la “fase due” della mobilitazione. «Sino ad oggi - ha spiegato Lillo Rizzo - abbiamo organizzato manifestazioni di protesta plateali ma pacifiche, in attesa di risposte sul nostro futuro occupazionale. Queste risposte , però, non ci sono state e se non arriveranno nei prossimi giorni – ha annunciato Rizzo – alzeremo i toni della protesta». La prima risposta che cercano gli ex cuccettisti riguarda, ad esempio, la data dell’incontro tra la Regione e Trenitalia: in tarda mattinata è arrivata la notizia che il segretario regionale ed il segretario provinciale della Cisl, Bernava e Genovese, "in pressing" su Lombardo hanno ottenuto, per venerdì prossimo alle 12, la convocazione del tavolo regionale sulla vertenza Servirail. Speriamo, dunque, che arrivino buone notizie per i lavoratori , non più disposti ad ulteriori rinvii per conoscere l’esito di questa vertenza, che per loro ha un’unica soluzione: il ripristino dei treni notte. Solo così potranno tornare a lavorare e riprendere in mano la loro vita, letteralmente stravolta dalla lettera di licenziamento che, dall’oggi al domani, li ha lascati senza uno stipendio e privi di qualsiasi ammortizzatore sociale. (fonte: tempostretto - DLT- EDP) PALERMO 11 GENNAIO 2012 DONNA MORTA DOPO CHEMIO A PALERMO, INTERROGATO IL PRIMARIO PALERMO – Sono durati fino a sera gli interrogatori di Sergio Palmeri, primario di Oncologia del Policlinico di Palermo e di Gioacchino Mancuso, studente di medicina, indagati insieme a uno specializzando, un medico e un'infermiera del reparto per la morte di Valeria Lembo, la donna di 32 deceduta il 29 dicembre, secondo quanto ipotizza la Procura, per una dose errata di un farmaco chemioterapico. La vittima, affetta da un linfoma, era in cura al Policlinico. Oltre al primario e a Mancuso sono indagati l'infermiera Clotilde Guarnaccia, l'oncologa Laura Di Noto e lo specializzando Alberto Bongiovanni. I tre verranno sentiti domani. La paziente, sposata e madre di un bambino di 7 mesi, sarebbe stata vittima di un clamoroso errore: i sanitari le avrebbero somministrato 90 milligrammi – invece che 9 come prescritto dai protocolli – di una molecola chemioterapica, la vinblastina. I magistrati titolari dell'inchiesta, Emanuele Ravaglioli e Francesco Grassi, la scorsa settimana hanno sentito, come persone informate sui fatti tre medici, ma l'interrogatorio e' stato interrotto quando gli inquirenti hanno deciso di iscriverli nel registro degli indagati: lo status di persona sottoposta a indagini impone infatti la presenza degli avvocati. (fonte: in topic.it) CHIUDE PALAZZO RISO CHIUDE PALAZZO RISO „ Bloccato il finanziamento europeo: alazzo Riso costretto a chiudere Il museo d'arte contemporanea di Sicilia non ha più soldi per programmare iniziative artistiche come laboratori o mostre. La direzione annuncia lo stop delle attività “ Chiude il museo d'arte contemporanea di Sicilia, Palazzo Riso in corso Vittorio Emanuele a Palermo. Ad annunciarlo è la stessa direzione del museo con una nota stringata e amara pubblicata anche sul profilo Facebook della struttura: "Di fronte alla mancanza di certezze riguardo alle risorse europee destinate al museo sui finanziamenti Por del prossimo triennio (per i quali questo Museo ha per tempo presentato i progetti e la documentazione necessaria), mancanza di certezze che impedisce di programmare iniziative, mostre, collaborazioni, se pur già previste e annunciate, prendendo atto dell'avvio del cantiere di strutture di sopraelevazione del Museo che ne impediranno l'apertura nei prossimi anni, siamo costretti, per rispetto a quanti hanno costruito con noi, e hanno sostenuto, dal 2007 a oggi, un progetto e un modello di Museo originale e partecipato (con una media di 100.000 visitatori dal 2009 che hanno fatto di Riso il secondo museo più visitato della Sicilia dopo il Museo Archeologico di Siracusa), ad annunciare la chiusura di questa esperienza e la sospensione di ogni attività. Ci rammarichiamo - conclude poi la nota - con tutti coloro che si sono impegnati a vario titolo per preparare iniziative con cui stavamo avviando il programma dei prossimi tre anni utilizzando finanziamenti europei già destinati al museo, e con coloro che attendevano da Riso la continuità di idee e progetti che hanno seguito, sostenuto e apprezzato in questi anni". Il museo non ha dunque più soldi per programmare iniziative artistiche come laboratori o mostre. Eppure l'amministrazione della struttura aveva ottenuto dodici milioni e mezzo di euro dalla Comunità Europea tramite i Po-Fesr 2007-2013, che sarebbero dovuti servire per una ricca programmazione triennale. Denaro bloccato alla Regione, non si sa bene per quale motivo. Infine la notizia che in qualche modo "giustifica" la chiusura: l'inizio dei lavori per la realizzazione, secondo quanto voluto dalla Soprintendenza, di strutture di sopraelevazione che, di fatto, bloccheranno le attività espositive a tempo indeterminato. (fonte: palermo today) SALDI “TAROCCATI”, DUE DENUNCE: “COSTRETTI PER COLPA DELLA CRISI” Scoperti in Centro dalla guardia di finanza due negozi che gonfiavano il prezzo originale applicando poi la percentuale di sconto. Scattate foto alle vetrine prima dell'inizio delle promozioni „Finti sconti in Centro. Sono stati scoperti dalla guardia di finanza che ha denunciato due commercianti. Le fiamme gialle tenevano sott'occhio da giorni quindici negozi per individuare eventuali raggiri. Il monitoraggio consisteva nel rilevamento dei prezzi di vendita al pubblico nei giorni precedenti all'inizio dei saldi, anche mediante fotografie delle vetrine, per poi confrontarli con quelli esposti durante i giorni delle promozioni“ Questo metodo ha permesso di accertare che due negozi di abbigliamento e calzature del centro cittadino avevano organizzato un semplice, ma efficace trucco: gonfiare il prezzo originale, praticato prima dell'avvio dei saldi, applicandoci poi la percentuale di sconto, in realtà del tutto fasulla. In tal modo, al cliente veniva fatto credere di "fare un affare" quando, in realtà, il prezzo richiesto era di fatto uguale a quello praticato prima della promozione. Ai titolari dei due esercizi sono state applicate sanzioni amministrative comprese fra i 1.291 e i 3.873 euro. A giustificazione del loro comportamento, i due commercianti hanno tirato in ballo le difficoltà economiche connesse all'attuale periodo di crisi. La guardia di finanza proseguirà - assicurano - il monitoraggio per tutto il periodo dei saldi. (fonte: palermo today) RAGUSA 11 GENNAIO 2012 CARTELLE PAZZE INCUBO DEL 2012 PER I MODICANI: TRA ICI E TARSU C´È DA NON DORMIRCI LA NOTTE E’ un inizio anno pesante per i contribuenti. Dopo le cartelle pazze della Tarsu l’amministrazione ha fatto recapitare ai cittadini le bollette per l’Ici non pagata nell’anno 2006. La comunicazione da parte dell’ufficio tributi di palazzo S. Domenico è tuttavia oscura e non si riesce a capire il motivo per cui è stata inviata. Per la verità non lo sanno spiegare gli impiegati che devono far fronte alle richieste di informazioni degli utenti. A palazzo S. Domenico insomma nessuno sa o riesce a spiegare perché ai contribuenti è stato richiesto di pagare il mancato, tardivo o parziale versamento dell’Ici 2006. Non si capisce neppure perché debba essere l’Ici del 2006 e non quella del 2007 o del 2005. Le schede fatte pervenire ai cittadini sono tuttavia ben articolate e riportano il totale dell’imposta dovuta e l’importo eventualmente versato. Il comune ha anche provveduto a calcolare la sanzione amministrativa nella percentuale del 30 per cento ed anche gli interessi di mora. Una somma finale cospicua se si pensa che rispetto ad un’imposta di 400 euro si devono ora pagare 600 euro. Altra «perla» delle cartelle recapitate i tanti errori riportati negli indirizzi degli immobili per cui l’Ici dovrebbe essere corrisposta. Rispetto a questo guazzabuglio gli impiegati hanno risposto a quanti hanno affollato le stanze degli uffici di palazzo S. Domenico di ritornare con le ricevute dei pagamenti a suo tempo effettuati perché venga rilasciata una dichiarazione da parte dell’ente dell’avvenuto pagamento e della cancellazione della cartella. Per l’ente non è stata certamente una bella figura ma è stato soprattutto un aggravio perché ogni comunicazione è stata recapitata con una raccomandata che è costata 3.90 euro. A questo si aggiunga il disagio ma anche la rabbia dei cittadini ed il tempo necessario che ognuno dovrà dedicare per chiudere la pratica. Molti cittadini inoltre hanno riferito di non trovare le ricevute dei versamenti effettuati e per loro sarà ora un problema trovare la via d’uscita da una situazione paradossale. (fonte: corriere di Ragusa) RAGUSA: PER PAGARE I FORNITORI ASP SERVONO DA 7 A 12 MESI L´AZIENDA 7 IMPIEGA 217 GIORNI ED È SECONDA IN SICILIA, ALL´AZIENDA OSPEDALIERA SERVONO INVECE BEN 360 GIORNI Per saldare le fatture emesse dai fornitori di dispositivi medici l’Asp 7 di Ragusa impiega sette mesi; fa peggio l´Azienda riunita degli ospedali "Civile" (nella foto) ed "Arezzo" di Ragusa perché in questo caso i fornitori devono attendere quasi un anno, 360 giorni per l’esattezza. E’ la graduatoria stilata dalla Cgia di Mestre in merito ai tempi di pagamento delle varie aziende ospedaliere italiane. L’Asp 7 non va male con i suoi 217 giorni visto che si piazza al 172mo posto su 286 e nella lista delle peggiori aziende pagatrici è a metà classifica preceduta in Sicilia in meglio solo dall’azienda Umberto 1° di Siracusa che impiega 98 giorni per pagare. In Sicilia è un autentico disastro perché i fornitori dell’ospedale Garibaldi di Catania devono attendere 880 giorni, 800 quelli del Papardo di Messina, 559 per l’Asl 1 di Agrigento. La media siciliana delle attese si attesta su 285 giorni per cui l’Asp 7 è ben avanti anche se lontanissima dai 46 e 23 giorni rispettivamente dall’azienda ospedaliera di Crema in Lombardia e Mondovì in Piemonte…… (fonte: corriere di Ragusa) SIRACUSA 11 GENNAIO 2012 PRIOLO (SR), LA PROTESTA BLOCCA IMPIANTI ERG Nella giornata di ieri si è intensificata la protesta degli operai del petrolchimico di Priolo, a Siracusa, contro gli esuberi del gruppo Erg-Lukoil. Gli esuberi, che sarebbero previsti tra il 2012 e il 2014, riguarderebbero 3.500 metalmeccanici. Dopo aver scoperto di avere il badge disabilitato, la reazione di centinaia di operai è stata immediata e improvvisa. Gli ingressi degli impianti di raffinzione Isab Nord (ex Montedison) e Isab Energy sono stati bloccati dalla folla di operai. “In assenza di risposte - dicono i sindacati - la protesta continuerà». (fonte: Hercule.it) FALSE RICHIESTE DI PATROCINIO LEGALE A SIRACUSA: 26 INDAGATI Avrebbero rischiesto gratuito patrocinio, beneficiando dell'assistenza legale a spese dello Stato, pur non avendo i requisiti. Il privilegio, infatti, è riservato alle persone meno abbienti ma in questo caso gli uomini della Guardia di Finanza di Siracusa hanno scoperto 26 persone che avrebbero frodato per ottenerlo ugualmente. Gli indagati avrebbero richiesto assistenza per lo più in cause per separazini, liti condominiali, azioni di rivalsa nei confronti di ex datori di lavoro e contenziosi con gli enti previdenziali. Nel video in basso tutti i dettagli sulla vicenda. (fonte: Hercule.it) IMMIGRAZIONE IRREGOLARE: 6 ARRESTI A SIRACUSA Un'indagine portata a termine dalla Procura della Repubblica di Siracusa nei confronti di una presunta organizzazione che secondo le indagini gestiva una tratta di immigrati provenienti dalla Cina ha portato all'emissione di sei ordinanze di custodia cautelare su disposizione del Gip. Gli arrestati sono Antonio, Carla, e Francesco Calogero, Alessandra Fava ed il cittadino cinese Xudong Wang; una sua connazionale, Lingqin Zhang, è stata posta ai domiciliari in quanto si trova in avanzato stato di gravidanza. L'inchiesta ha preso le mosse da un'attività di controllo di tipo amministrativo effettuata dall'Ufficio Immigrazione della Questura di Siracusa, su alcune assunzioni di cittadini cinesi. Dalle indagini emergeva un significativo collegamento tra false assunzioni, in particolare di interi nuclei familiari, e lo studio 'Sicilpaghe', gestito dai componenti della famiglia Calogero e dalla collaboratrice Fava. Tutti i componenti della ditta sono accusati di associazione a delinquere volta alla commissione di un numero indeterminato di reati finalizzati sia alla immigrazione e permanenza irregolare di cittadini stranieri sul territorio italiano, sia alla commissione di falsità documentali finalizzate a fare ottenere ai loro clienti, dietro pagamento di un compenso, finanziamenti fondati su documentazione falsa, atta ad indurre in errore i creditori. I due cinesi arrestati secondo le indagini collaboravano stabilmente con la società Sicilpaghe, nella ricerca dei soggetti che aspiravano alle false regolarizzazioni. Nel procedimento sono indagate altre 32 persone che avrebbero attestato, con false dichiarazioni, l'esistenza del rapporto di lavoro. L'indagine è stata svolta anche con l'ausilio di intercettazioni telefoniche ed ambientali (fonte: Hercule.it) TRAPANI 11 GENNAIO 2012 PROVINCIA, CHIESTO AMMODERNAMENTO RETE FERROVIARIA Trapani - Con un ordine del giorno la Commissione Sviluppo Economico, presieduta da Giacomo Sucameli e composta anche dai Consiglieri: Vincenzo Domingo, Pietro Provenzano e Giovanni Angelo, invita i Presidenti della Provincia Regionale di Trapani e del Consiglio Provinciale a sollecitare la Regione Siciliana affinché intervenga con estrema urgenza, mediante le più opportune iniziative politico-istituzionali, ad ogni livello, per risolvere i vari problemi esistenti ed impegnare R.F.I. Trenitalia per il rilancio di un piano di ammodernamento della rete ferroviaria nella nostra regione ed in particolare nella provincia di Trapani; a sollecitare altresì la Regione Siciliana e le competenti Istituzioni nazionali a programmare significativi investimenti per il miglioramento strutturale delle tratte ferroviarie della provincia di Trapani con conseguente potenziamento del trasporto ferroviario di persone e merci. Nel documento, di cui si dispone la trasmissione al Presidente della Regione, On. Raffaele Lombardo, si evidenzia fra l’altro che allo stato attuale nel nostro territorio è incredibilmente carente il servizio di trasporto ferroviario, in quanto presenta tratte vecchie che non consentono il trasporto delle persone in tempi accettabili e non garantiscono la piena sicurezza dei passeggeri. Inoltre, non solo R.F.I. Trenitalia non ha un piano di ammodernamento della rete ferroviaria siciliana ed in particolare della provincia di Trapani, ma ha addirittura adottato e continua ad adottare provvedimenti di riduzione dell’offerta ed altre penalizzazioni per i passeggeri. Da notizie di stampa si apprende, ad esempio, – prosegue l’O.d.G. – che il nuovo piano aziendale delle FF.SS., al vaglio dei Ministeri dei Trasporti, dell’Economia e delle Finanze, prevede di bloccare tutti i convogli a Villa San Giovanni, con la penalizzazione dei passeggeri siciliani che saranno costretti ad imbarcarsi per o da Villa S. Giovanni; il tutto con evidenti gravi disagi in particolare per gli handicappati e gli anziani; inoltre, nel giugno del 2009 è entrato in vigore il nuovo orario commerciale della R.F.I. Trenitalia che conferma la politica di abbandono del nostro territorio da parte della citata azienda, laddove prevede una riduzione dei vagoni dei treni da e per Roma e Milano, con soppressione, peraltro, dei vagoni letto, che recentemente ha visto il licenziamento di n. 85 unità lavorative dipendenti della Servi Rail Wagon Lits di Messina; quanto al trasporto delle merci, R.F.I. Trenitalia – conclude il documento – ha già adottato provvedimenti di drastico ridimensionamento dell’offerta di treni merci, in particolare dalla Sicilia per il continente d’Italia. (fonte: trapani oggi) ERICE, RATEAZIONE DELLE SOMME DOVUTE A SEGUITO DI ACCERTAMENTO TARSU Erice - Per venire incontro alle richieste provenienti da numerosi cittadini, la Giunta Comunale di Erice ha proposto al Consiglio Comunale di regolamentare la rateazione delle somme dovute a seguito di accertamento TARSU, attualmente non prevista e non consentita. La delibera della Giunta propone di rateizzare, su richiesta dei contribuenti, le somme accertate da un minimo di sei ad un massimo di 18 rate mensili, con l’unico gravame aggiuntivo degli interessi legali. Il provvedimento appare particolarmente tempestivo ed opportuno in considerazione della grave crisi economica e finanziaria in cui versa il nostro Paese, con conseguenti pesanti ricadute sui redditi dei cittadini, e, per questo motivo, la Giunta confida in una sollecita approvazione da parte del Consiglio Comunale di Erice. (fonte: trapani oggi) VALDERICE, IL MOLINO EXCELSIOR NEL CIRCUITO NAZIONALE DEL MUSEO DEL GUSTO. Valderice – Il Molino Excelsior, centro di cultura enogastronomica dell’agro ericino entrerà nel circuito nazionale del Museo del Gusto. I sapori e gli odori delle nostre pietanze come patrimonio culturale immateriale da custodire, conservare e trasmettere sono i motivi che hanno mosso l’amministrazione comunale di Valderice, e l’associazione Trapani Welcome che per conto del Comune gestisce il Molino, ad aderire all’iniziativa, ancora unica in Italia di allestire una rete di Musei del Gusto a partire dalla esperienza maturata a Frossasco, comune della provincia di Torino. Da giovedì 12 a domenica 15 gennaio prossimi il Presidente del Museo del Gusto e sindaco di Frossasco, Franco Cuccolo, il Direttore del Museo, Ezio Giai, ed una delegazione di chef e gastronomi piemontesi saranno a Valderice per incontrare i loro omologhi e per definire il percorso, i protocolli e gli indirizzi di lavoro che sarà necessario seguire perché il Molino Excelsior, già avviato centro di cultura enogastronomica possa fregiarsi della qualifica di Museo del Gusto. Il Museo del Gusto di Frossasco ha già avviato progetti in fasi diverse di sviluppo con i Comuni di Zibido San Giacomo (Lombardia), Pescara (Abruzzo), Acqualagna (Marche) , Savona (Liguria) e Cosenza (Calabria). «L’iniziativa – commenta Camillo Iovino – ha come obiettivo, oltre a incrementare la già corposa attività che l’associazione Trapani Welcome svolge al Molino, la diffusione, anche fuori dal territorio dell’agro ericino, di una cultura gastronomica legata ai nostri prodotti e ancor più ai nostri produttori che si troveranno così inseriti in una rete nazionale di turismo enogastronomico. Inoltre l’adesione al Museo del Gusto implementa e valorizza l’attività della conservatoria delle antiche ricette tradizionali che abbiamo attivato al Molino Excelsior». (fonte: trapani oggi) |