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AGRIGENTO 22 AGOSTO 2009 PDF Stampa E-mail
Scritto da redazione   
Sabato 22 Agosto 2009 23:28

ERITREI, LA PROCURA DI AGRIGENTO APRE INCHIESTA

(ANSA) - La Procura di Agrigento apre un' inchiesta per accertare l'eventuale presenza di scafisti sulla barca in cui sarebbero morti 73 eritrei. Cinque superstiti hanno raccontato l'odissea vissuta.Uno di loro e' gia' stato interrogato dalla polizia. Secondo indiscrezioni, un testimone ha confermato la presenza a bordo del barcone di scafisti che, pero',potrebbero essere morti durante il viaggio.Nelle prossime ore verranno interrogati gli altri quattro superstiti.

TORNA IN LIBERTÀ IL SINDACO DI LAMPEDUSA ARRESTATO UN MESE FA

(Adnkronos) - Il tribunale del riesame di Palermo ha scarcerato oggi il sindaco di Lampedusa, Bernardino De Rubeis arrestato lo scorso 21 luglio con l'accusa di concussione. Il primo cittadino era stato colpito da due ordini di custodia cautelare. Il primo ordine di custodia in carcere era stato annullato lo scorso 11 agosto. Ora e' stato annullato anche il secondo. Con la scarcerazione del sindaco De Rubeis, che ha sempre respinto le accuse, dovrebbe anche decadere la sospensione dalla carica di primo cittadino.

LAMPEDUSA, GLI ERITREI SOPRAVVISSUTI: ''CI VEDEVANO MA NESSUNO SI È FERMATO''.

(Adnkronos/Ign) - "Se viene confermato quanto raccontato dai cinque immigrati eritrei salvati ieri in acque internazionali vuol dire che sono stati lesi i diritti umani". Lo ha detto il prefetto di Agrigento Umberto Postiglione commentando quanto raccontato ieri dai cinque immigrati clandestini eritrei salvati da una motovedetta della Guardia di finanza in alto mare dopo 20 giorni di navigazione. Altri 75, secondo quanto detto dai sopravvissuti, sarebbero morti durante la traversata in mare. Gli eritrei, allo stremo delle forze, hanno detto di avere visto almeno "una decina di imbarcazioni, grandi e piccole", ma che nessuno di loro si sarebbe fermata per prestare soccorso. "Il Codice di navigazione internazionale - ribadisce il prefetto di Agrigento - prevede che in caso di naufraghi bisogna intervenire per salvarli. Nei prossimi giorni, quando i cinque eritrei staranno meglio potranno certamente raccontare con più lucidità quanto accaduto in alto mare". E' lo stesso prefetto a sottolineare che, secondo quanto confermato dagli stessi eritrei, non sarebbero stati soccorsi "in acque libiche e internazionali". Gli eritrei, stando al loro drammatico racconto, hanno detto di essere stati avvistati più volte. In un'occasione, sarebbero stati avvicinati da un peschereccio: "Ci aspettavamo che qualcuno tendesse una corda o una scaletta - hanno detto gli eritrei - ma ci hanno solo dato del pane e bottiglie d'acqua". Così, il gommone su cui si trovavano si sarebbe trasformato in una vera e propria tomba. ….