(Antonina Cascio) - Lavorare per l’emigrazione é stato sempre difficile. Lo sappiamo gli emigrati con potere di riflessione, che siamo tanti ma non tutti abbiamo uno spazio dove esprimerci. Ma negli ultimi tempi é diventata una vera sfida,

continuare con la lotta per il bene degli emigrati e di quello del sistema Italia. Da una parte c’é la feroce e tenace attitudine politica del governo, per niente innocente né indifferente, soltanto piú del veleno della destra assoluta, senza norme da rispettare, cioé del fascismo o nazzismo, che é tornato , il veleno , ad amareggiare la vita di tutti quelli che siamo “diversi”. Voglio dire della gran parte delle persone dche popoliamo il mondo, che siamo ,fortunatamente diversi da questi malati di superbia e di ignoranza. Ma , purtroppo, abbiano ben meno potere economico e politico di loro. Nell’America Latina, dove per tanti anni é primata la mancanza di democrazia e di libertá, dove la gente ha tanta paura della politica, per di piú i nostri connazionali, che appena arrivati dell’Italia e sfuggiti della grande guerra, si trovarono qui con militari piú duri ancora di quelli delle SS, la gente , credendo alle bugie di alcuni indecenti-per chiamarli in modo educato-si lasciano cautivare di federazioni e di false associazioni che lavorano per persone individuali o nel migliore dei casi per gruppi familiari. Se a questo si sommano le persone che si dicevano di sinistra e appaiono di nascosto lavorando per la destra berlusconiana con un discorso pseudodemocratico, e quelli che entrarono al mondo dell’emigrazione con la bugia del disprezzo per la politica ed ora, sono associazioni da queste parti e sono partiti in concordanza con la destra piú a destra in Italia, é tale la disinformazione e la disorientazione degli emigrati, che risulta impossibile far capire a qualcuno quel che succede. Finalmente ci sono quelli fedeli, che ci seguono da sempre e che non se ne vanno e non se n’andranno tra i pesci di colori, ma che in certo modo ci guardano in maniera di farci sentire in colpa per quello che non abbiamo risolto della politica italiana, per il modo come abbiamo permesso che avanzi il premier e la sua mafia, senza capire che siamo stati tutti a permetterlo. Concretamente, nei tempi della bonanza la riunione importante era quella per riempire la pancia, o per passare un momento di spasso, niente lavoro per il futuro, niente previsione. Ed ora che é arrivato il maltempo, é meglio non andare alle riunione, colpevolizzare i compagni che lottano asl suo modo e con le poche risorse rimaste, scappare delle brutte notizie ed aspettare che dio, un uracano o la fine del mondo del 2012, finiscano con Berlusconi , le sue ministre e le ragazzine ,anche le puttane che si porta dietro . Noi, quelli che lavoriamo giorno per giorno, che ci amareggiamo l’esistenza, che cerchiamo soluzioni quasi miracolose ed anche onerose per i nostri piccoli e personali conti in banca, sappiamo che miracoli non ce ne saranno, che soltanto il lavoro di ogni giorno, di ogni momento, che soltanto la presenza dell’emigrazione giornalieramente, anche con attivitá minuscole e semplici, fará finalmente vincere la veritá ed eviterá la distruzione del nostro tessuto associazionistico. Ma, ragazzi, ogni tanto una parola di stimolo, un piccolo contributo, una semplice spinta nel momento giusto, non sarebbe male come apporto a questa dura sensazione di solitudine.