(Antonina Cascio - foto accanto) - Essendo siciliana, a Mendoza, Repubblica Argentina., non è stato facile lavorare in emigrazione. Si deve lottare contro la resistenza di tutta la comunità ad una maniera diversa di lavorare, sconosciuta e per molti incomprensibile com’è quella di condividere informazione, spazio decisionale e spazio di gestione con i diversi componenti non solo della commissione,

 ma del gruppo dei giovani e dei soci in generale. Oltre a questa causa di sospetto generale, c’è il fatto di dire che si fa politica associazionistica! E ancora in più l’abitudine di scherarsi senza ipocrisia quando arriva l’occasione con l’area di centro sinistra (elezioni ,un esempio). Se per caso questo venisse considerato poco problematico, aggiungiamo allora che siamo siciliani e che per i continentali ,siciliani vuol dire oriundi dalla Sicilia, sinonimo di associazioni associate alla mafia, o almeno che agiscono con lo stile mafioso, vere famiglie di personaggi pesanti che fanno sapere a tutti che se ne infischiano dell’ etica, della coerenza politica e la chiarezza di posizione, delle norme di solidarietà e civiltà e finalmente che la vera democrazia incomincia a casa e finisce a casa di qualche figlio o parente. Ieri sera ho avuto la fortuna di riunirmi con un gruppo di continentali, tutti loro molto attenti alla politica e la cultura italiana (cosa davvero difficile di trovare), tra loro, oltre me, un’altro siciliano, nato in Sicilia come me, grande fotografo (un artista) che non ha voluto avvicinarsi alle associazioni siciliane di Mendoza fino adesso ma che ha sentito parlare di USEF come qualcosa di nuovo. E stata una buona esperienza, un dialogo aperto e senza bugie, frontale, critico, sincero, nel quale hanno fatto delle domande con lo scopo di capire questa storia delle associazioni dell’Isola tanto bella ma dalla vecchia e triste fama. Ho potuto spiegare loro la differenza di obbiettivi e di posizione di fronte all’emigrazione della nostra USEF, ma ho potuto offrire anche uno spiraglio di speranza nel cambiamento verso un’atteggiamento più democratico dopo la nascita del C.A.R.S.E., il coordinamento di associazioni nella quale si sta vedendo un lavoro di squadra dopo un anno d’insistenza e di sforzo. Ho potuto parlare con orgoglio dello sforzo di andare avanti in una vera politica di lavoro diretto alla partecipazione sempre più forte dei giovani, ho finalmente anche potuto dire che forse presto potrà riunirsi la Consulta Regionale come pochi giorni fà si è costituita quella della Sardegna. Pur avendo sentito da piccola l’orgoglio di essere siciliana, di appartenere ad una “nazione” di lavoratori e di persone capaci dei più grandi sacrifici per amore alla famiglia ed alla terra, ho sempre sentito un poco di “vergogna non propria” ma degli atteggiamenti di alcuni personaggi dell’emigrazione siciliana. Questa volta mi sono sentita orgogliosa di poter offrire agli occhi critici dei miei amici, un panorama più lieto, anche se di difficile risoluzione.