«Io, italiana in Olanda, non posso votare per quella circolare sugli "optanti"». La Farnesina mi esclude dalle elezioni perché avrei scelto le liste olandesi: ma non ho mai espresso questa volontà. E ho ricevuto la cedola elettorale per i candidati italiani

AMSTERDAM In questa mattina di sole mi sono recata in bicicletta al Consolato Generale d'Italia in Amsterdam, per esprimere il mio voto per le Elezioni Europee.

Tuttavia con mia estrema sorpresa ho scoperto di essere un'«optante», vale a dire un'italiana che avrebbe scelto di votare per le liste dei candidati olandesi al Parlamento Europeo. Dal momento che io sono sicura di non avere mai «optato», perché non ho mai firmato un documento in questo senso, ho cominciato a indagare partendo dal presidente del seggio nr. 2, che mi ha spiegato che in Olanda ci sono 25.000 italiani aventi diritto al voto, suddivisi in dieci seggi. Il signore mi ha fatto veder la circolare del ministero degli Esteri italiano, che impone di non ammettere al voto gli italiani che risultino «optanti», in base a una lista molto fitta, comunicata al seggio solamente il 4 giugno scorso. In base a questo elenco (50 persone a pagina), si può azzardare che forse un 30% di questi elettori non siano stati ammessi al voto. Avrei voluto avere una copia di queste istruzioni normative, ma naturalmente non mi è stata concessa. Ho comunque fatto mettere a verbale di non aver potuto votare e il presidente è stato molto disponibile, firmandomi una dichiarazione in cui si spiega la ragione per cui non ho potuto esprimere il mio diritto di voto. Nel frattempo la tensione saliva, perché altri miei connazionali scoprivano di essere «optanti» e le reazioni variavano dalla costernazione al nervosismo fino ad arrivare agli insulti nei confronti dei poveri scrutatori. Mi sono poi rivolta al Console, il dottor Marco Romiti, fresco di nomina ad Amsterdam, il quale molto gentilmente mi ha invitato a presentare una richiesta scritta al Consolato per ottenere una copia delle suddette istruzioni normative, cosa che ho fatto immediatamente. D'altra parte, il signor Console era molto dispiaciuto della deplorevole situazione, ma mi ha spiegato che il Consolato applica semplicemente una direttiva del ministero degli Affari Esteri, in base a una precisa richiesta del ministero degli Interni, che a sua volta si basa su questa famigerata lista di «optanti», comunicata, pare, dai comuni olandesi. Ma allora perché se io sono un'«optante» ho ricevuto comunque dal ministero dell'Interno la cedola elettorale per votare per i candidati italiani? A questa domanda nessuno è riuscito a darmi una risposta, ci si limita ad accettare la situazione come un fatto ineffabile e ineluttabile. Non era forse possibile informare meglio gli elettori all'estero del possibile pericolo dell'opzione? Perché il ministero degli Interni all'ultimo minuto ha imposto un blocco perentorio del diritto di voto agli «optanti»? Io avevo con me la cedola elettorale olandese, in base alla quale risultava che io non avevo votato, ma non è stata presa in considerazione. Il rappresentante per l'Olanda del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero, Giorgio Mauro, da me contattato ha infine dichiarato: «Gli italiani all'estero, residenti in Europa sia nelle ultime elezioni Europee del 2004 sia nelle Politiche del 2006 e del 2008 hanno espresso una schiacciante preferenza per il centro-sinistra. Mi chiedo dunque perché siano stati penalizzati proprio questi stessi elettori, impossibilitati in ogni caso a esprimere il proprio voto, perché in Olanda si era già votato giovedì 4 giugno». Marika Viano (da Il Corriere della Sera)