ROMA - Una nuova piattaforma on line, completamente gratuita, nata per iniziativa di alcune Camere di Commercio Italo-Estere allo scopo di sostenere e accompagnare le imprese italiane che puntino ai mercati esteri e alla internazionalizzazione. È FederCamere.it,

presentata oggi, 18 maggio, nel corso di un webinar al quale hanno partecipato tutti gli attori coinvolti in questo nuovo progetto di sistema. FederCamere vede infatti la partecipazione di Camere di Commercio territoriali di oltre settanta paesi, istituzioni, enti di riferimento e operatori internazionali ed è patrocinata dai Ministeri dello Sviluppo Economico e degli Affari Esteri, nonché da Unioncamere e Assocamerestero. FederCamere è già attiva con il suo “portale di informazione e supporto per le imprese italiane”, ma “mira” sempre più a “diventare un punto di riferimento per le aziende italiane”, come ha affermato Fabiana Caiola, che oggi ha introdotto e moderato il seminario. Accanto a lei il presidente Maurizio Carnevale, che, dopo i ringraziamenti di rito, ha subito passato la parola ai relatori. In primo luogo le Istituzioni. Sono intervenuti oggi, chi in diretta chi con dei messaggi video registrati, il viceministro dello Sviluppo Economico con delega all’internazionalizzazione, Gilberto Pichetto Fratin, il consigliere Andrea Canepari della DGSP della Farnesina e il segretario generale Assocamerestero, Domenico Mauriello. FederCamere è per Pichetto Fratin una “iniziativa importante”, perché si pone come “mezzo facilitatore” per la “cooperazione tra soggetti diversi”, rendendo al contempo “più facile” e “più spigliata” l’internazionalizzazione del nostro Paese, tanto più in un periodo storico particolarmente difficile qual è quello attuale. Un periodo in cui, tra pandemia e guerra, “modernizzazione” e “digitalizzazione” delle aziende e del capitale umano sembrano ormai inevitabili. D’accordo anche Andrea Canepari, per il quale occorre “associarsi per agire più efficacemente” e “farlo tramite le piattaforme digitali” talvolta appare ancora “più utile”. D’altra parte, ha aggiunto il consigliere del Maeci, se le Camere di Commercio rappresentano dei “catalizzatori di imprese”, se si vuole a “fare sistema”, allora “la vicinanza delle istituzioni aiuta a semplificare il dialogo con le imprese”. Canepari ha auspicato “un sistema camerale più digitalizzato” e, a tale scopo, ha evidenziato l’importanza di “attivare una multicanalità che velocizzi le procedure e le renda più trasparenti”. L’auspicio della Farnesina è che la piattaforma di FederCamere “abbia un grande riscontro sul canale digitale, ma soprattutto tra gli operatori” così da portare a “risultati concreti che favoriscano la promozione del nostro sistema Paese nella scoperta di nuovi mercati”. L’iniziativa gode del sostegno della Direzione Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina, che pure, nata come “strumento per far conoscere una rinnovata immagine dell’Italia e favorire le esportazioni, sostenendo i sistemi produttivi”, già collabora con il sistema camerale. Presenti in 160 Paesi nel mondo, le Camere di Commercio Italiane all’Estero sono “una istituzione riconosciuta dal governo italiano, ma anche struttura agile e dinamica che opera ed è fortemente radicata nei Paesi esteri”, dove aiuta le imprese a “muovere i primi passi”. Lo ha ricordato Domenico Mauriello, segretario generale Assocamerestero, convinto che le CCIE potranno giocare un ruolo forte di collegamento con le Camere di commercio miste che hanno aderito a questa iniziativa. Questo”, ha spiegato, “perché le CCIE hanno un network tra i più attivi nel mondo a sostegno dell’internazionalizzazione del Sistema Paese”. “Siamo un asset strategico per il nostro Paese”, ha continuato Mauriello, “specie in un momento come questo, per insediarsi e riposizionarsi nei mercati internazionali”. Quello delle CCIE è un “ruolo di scouting e sviluppo di partnership imprenditoriali”, ha aggiunto il segretario generale Assocamerestero. Le Camere sono “incubatori delle nuove iniziative imprenditoriali all’estero, ma forniscono anche la prima assistenza alle imprese”: fiscale, giuslavoristica... e sono pronte a collaborare per un “sempre maggior raccordo”. Sarebbe dovuto intervenire anche il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli, che ha fatto comunque giungere agli organizzatori del webinar il suo messaggio di sostegno. Entrando nel vivo della conferenza, il presidente Carnevale ha illustrato obiettivi e missione della piattaforma, nata sulla scia del successo di una iniziativa per l’organizzazione di fiere ed eventi on line ideata nel pieno della pandemia dalla Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, della quale Carnevale è stato per molti anni presidente. “È andata molto bene”, ha raccontato Carnevale, e così si è deciso di mettere questo strumento a disposizione di tutti gli operatori del settore: pubblici, privati, camerali, diplomatici, associativi... è nata FederCamere.it una “piattaforma dall’ambiente amichevole, una sorta di club collettivo” dove “tutti hanno la possibilità di partecipare gratuitamente, condividere informazioni, fare formazione” e soprattutto “fare rete”. Peculiarità e funzionalità della piattaforma sono state spiegate da Vanessa Russano, segretario generale FederCamere e amministratrice CCIPU. A partire dalla homepage, quasi un “hub di partenza” per trovare le informazioni di cui si ha bisogno. In home page vi sono anche i collegamenti ad altre tre piattaforme - “ma sono destinate ad aumentare”, ha assicurato Russano: Contributi Europa, dedicato alla finanza agevolata e ai fondi disponibili; Metalweek un servizio di commodities di FederCamere di cui ha parlato oggi anche Marco Barbero; e il “fiore all’occhiello di FederCamere”, B2Bitalia.org, dedicato alla promozione del prodotto italiano nel mondo attraverso due sezioni, una con cui si accede ad un catalogo web completamente gratuito e l’altra dedicata agli eventi. Uno dei prossimi eventi on line organizzati da FederCamere sarà dedicato in particolare all’Ucraina ed è anche per questo che oggi la conferenza si è voluta soffermare sulle opportunità di ricostruzione del Paese, ora coinvolto in una guerra cruenta tanto quanto inaspettata. Al Focus Ucraina Reconstruction sono intervenuti Renato Walter Togni, presidente Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, l’ambasciatore d’Italia in Ucraina Pier Francesco Zazo, il vicedirettore di UkraineInvest, ufficio di promozione degli investimenti del governo ucraino, Yevheny Shakotko, e Vladislav Berezhny, dirigente Credit Agricol Ucraina. “Contribuire ad aumentare la quota di export italiano in Ucraina è la nostra missione”, ha esordito Togni, sottolineando che “la nostra partecipazione al lancio della piattaforma di FederCamere ha motivazioni molto importanti. La prima è che abbiamo aderito per primi all’iniziativa come CCIE. Però vogliamo essere anche propositivi dando un messaggio di speranza e continuità ai nostri associati sia italiani sia ucraini”, ha aggiunto. “L’Ucraina era una nazione in fortissima crescita, proiettata verso uno stile di vita fortemente occidentale e proiettata verso la comunità europea”, ha ricordato Togni, rammentando che l’Ucraina è il Paese del continente europeo più esteso, ricchissimo di materie prime, con moltissime industrie che si stavano sviluppando e una qualità culturale e professionale molto elevata. Insomma era un Paese “destinato ad emergere con forza”. Poi, il 24 febbraio 2022, “tutto si è fermato”. “Il nostro personale è rimasto fino all’ultimo a Kiev”, ha raccontato ancora Togni, “e quando l’Ambasciata si è trasferita - ultima fra tutte le ambasciate e questo ci ha reso orgogliosi di essere italiani - anche noi abbiamo deciso di spostarci”. Le difficoltà persistono ancora oggi, ma “è necessario essere pronti e fiduciosi perché questa maledetta guerra finirà”. Non si possono scordare le vittime, ma guardando al futuro “bisogna considerare che le opportunità che si manifesteranno saranno senza precedenti, perché ci sarà un’intera nazione da ricostruire”. La Camera di Commercio continuerà ad esserci e ad ”aiutare i nostri imprenditori ad essere protagonisti”. Il presidente Togni ha poi passato la parola, “particolarmente onorato” per questo, all’ambasciatore Zazo, che pure ha parlato di “ricostruzione” e “opportunità”, nonostante si sia “ancora nel mezzo di un conflitto tremendo” e non si sappia ancora quanto durerà. Già oggi però è manifesto “l’enorme interesse politico ed economico dell’Occidente” nei confronti delle potenzialità dell’Ucraina e della “ricostruzione che verrà”: si parla infatti non solo del Paese più esteso d’Europa, una “potenza agricola” - è il secondo esportatore di grano al mondo -, ma anche di uno stato ricco di materie prime e metalli rari, come pure di “know how consolidato” in settori strategici come quelli industriale, digitale e nucleare, e dove ad un “ottimo livello di istruzione” corrisponde un “basso costo della forza lavoro”. I Paesi occidentali che già stanno fornendo “sostegno e solidarietà” all’Ucraina sia a livello bilaterale sia multilaterale, sono “tutti pronti a fare la loro parte nella ricostruzione”. Si parla anche di “piano Marshall per l’Ucraina”, ha detto Zazo, sottolineando “l’evidente interesse geopolitico ad ancorare l’Ucraina all’Occidente”. Per questa ragione il processo di integrazione dell’Ucraina verso l’UE sarà accelerato e, ha ribadito l’ambasciatore, “il Governo italiano riconosce la legittimità aspirazioni europee dell’Ucraina ad essere Paese candidato Ue”. L’Ucraina dal canto suo “ha grandi aspettative sul ruolo del nostro Paese per la ricostruzione”, che trovano forza sia nei dati dell’interscambio, “molto positivi” prima che scoppiasse la guerra - nel 2021 5,3 mld euro -, sia nel “rapporto di simpatia” tra i due popoli. Macchinari, made in Italy, mobili, bevande, ma anche agribusiness, infrastrutture, energie rinnovabili, settore aerospaziali, digitalizzazione: sono questi, secondo l’analisi dell’ambasciatore Zazo i settori “più promettenti” per il nostro Paese. A confermare il futuro di collaborazione tra Italia e Ucraina sono intervenuti Yevheny Shakotko, vicedirettore di UkraineInvest, ufficio di promozione degli investimenti del governo ucraino, e Vladislav Berezhny, dirigente Credit Agricol Ucraina, i cui interventi hanno chiuso il focus. FederCamere ha voluto poi rivolgere l’attenzione ad altri due Paesi, con altrettanti focus: il Vietnam e il Senegal. Il Vietnam rappresenta una delle economie più dinamiche e promettenti del sud-est asiatico, come ha illustrato Michele d’Ercole, presidente Camera di Commercio Italiana in Vietnam, nella sua relazione “Vietnam porta d’accesso in Asean per le imprese italiane”. Un “titolo ambizioso”, che si basa però su dati precisi: popolazione giovane, forza lavoro poco costosa, economia competitiva e in crescita anche negli anni della pandemia, investimenti stranieri e bilancia commerciale positiva. Nonostante la distanza geografica, i rapporti economici con l’Italia sono positivi, ma suscettibili di un ampio miglioramento, ha osservato d’Ercole. A tale scopo di certo sarà d’aiuto l’accordo di libero scambio tra Ue e Vietnam siglato nell’agosto 2020 e che, nell’arco di pochi mesi, abbatterà del tutto le tassazioni reciproche. Il Vietnam, ha concluso il presidente della Camera di Commercio, è “una nazione molto aperta e sempre pronta ad attrarre investitori”, dove “le aziende italiane possono giocare un ruolo fondamentale”. La Camera di Commercio è “presente per accompagnarle”. Non è potuto intervenire a causa di un problema tecnico il console generale d’Italia a Ho Chi Minh City, Enrico Padula. Si è passati dunque al Senegal, con il presidente della Camera di Commercio Italia-Senegal e Africa Occidentale, Niccolò Tendi. Ingegnere, da 25 anni nel Paese africano, Tendi ha illustrato tutte le ragioni per cui il Senegal rappresenta un Paese con cui “fare affari”: non è grandissimo - ha 16 mln di abitanti -, ma è “stabile, aperto e sicuro”, la democrazia e le istituzioni sono “solide” come pure il rispetto dei diritti umani e per questo rappresenta “un modello per i Paesi dell’area”. “La lunga tradizione di pace e democrazia ha creato un ambiente imprenditoriale favorevole agli investimenti”, ha proseguito Tendi, una “economia sana e competitiva”, con una crescita del Pil ante-covid pari al 7%, un “grande bacino di manodopera giovane e qualificata”, un “elevato livello” dirigenziale, grandi investimenti per istruzione e salute cui è dedicata “più della metà del bilancio nazionale”, un “quadro legale e fiscale incitativo” e la volontà di migliorare infrastrutture e trasporti. Insomma, ha concluso Tendi, “il Senegal è un Paese piccolo, ma politicamente ed economicamente stabile” e per questo è considerato da multinazionali e grandi imprenditori “la base di penetrazione di tutta l’Africa occidentale”. La conferenza ha dato spazio ai contributi video di alcune delle Camere di Commercio straniere partner di FederCamere e poi ad altri brevi video di approfondimento sulle piattaforme accessibili da FederCamere.it. Infine Gaia Cortello, responsabile dei servizi di FederCamere, ha annunciato il calendario dei prossimi appuntamenti on line: il 16 giugno si parlerà di Commodities Week; il 23 giugno di Contributi europei; il 7 luglio di Reconstruction Ukraine; per poi ricominciare con l’attività nel mese di settembre, dando spazio a molteplici incontri multilaterali per la creazione e il consolidamento di reti di persone e di interessi, unite dalla volontà di far accrescere le quote export del Made in Italy. (r.aronica\aise)