Sono numerose e continue le segnalazioni di ritardo e di irreperibilità di molte richieste di cittadinanza presentate dai discendenti degli abitanti nati e già residenti nei territori appartenenti all’ex Impero Austro-ungarico, in sostanza in Trentino.

Dopo diverse sollecitazioni e una lettera da me scritta direttamente alla Ministra Lamorgese, devo quindi tornare sulla questione per chiedere di fare chiarezza e cercare di portare finalmente a conclusione a una vicenda che perdura nonostante siano passati dieci anni dalla chiusura dei termini delle domande. Già dai dati ufficialmente forniti, ad esempio relativamente al Brasile, uno dei Paesi dove più alto è il numero delle domande, delle 15.500 pratiche pervenute dai consolati al Ministero degli Interni ce ne sarebbero ancora oltre 4.000 da vagliare. Quante sono, poi, le pratiche pervenute dai consolati di altri Paesi e che sono anch’esse in attesa? La cosa più sconcertante, tuttavia, è che mentre da parte dei consolati si afferma che non vi siano giacenze, sono tante le proteste di persone che dicono di avere presentato le domande e di non averne più avuta notizia, né presso i consolati né presso il Ministero dell’interno. Avere una risposta certa da parte dell’amministrazione è un diritto che non può essere eluso. Ci sono in ballo, inoltre, il decoro e la credibilità del nostro sistema pubblico e l’immagine dell’Italia all’estero. Mi auguro, dunque, che si faccia subito chiarezza e, soprattutto, si dia un colpo di acceleratore alle procedure, affinché questa vicenda si concluda nel rispetto della legge e dei diritti delle persone.