Il programma “Rita Levi Montalcini” si è dimostrato uno degli strumenti più efficaci per consentire a giovani ricercatori che lavorano all’estero di tornare a fare ricerca in Italia presso università statali in base a progetti presentati dagli stessi ricercatori,

con la possibilità anche di restare per un tempo più lungo. Una possibilità che è considerata con rinnovato interesse anche per le situazioni critiche determinate in diversi Paesi dalla pandemia. Quest’anno, tuttavia, non è stato ancora emanato il bando relativo al 2019, sicché ho interrogato il Ministro per l’Università e la Ricerca sui tempi di emissione del nuovo concorso, atteso da molti nostri giovani ricercatori che operano all’estero. In più, ho chiesto al Ministro se la modalità di svolgimento del colloquio a distanza, adottata per molti concorsi destinati a ricercatori a tempo determinato non possa diventare una forma normale di conoscenza e selezione dei candidati. In questo modo si eviterebbero le difficoltà di ottenere permessi dal lavoro in poco tempo e gli oneri dei trasferimenti in Italia, sempre più difficili e costosi. La pandemia ci sta facendo molti danni, ma ci sta dando anche degli stimoli a cambiare alcune nostre modalità operative e abitudini. Cerchiamo di approfittarne per semplificare soprattutto le azioni della Pubblica Amministrazione e corrispondere con minore sforzo alle nostre necessità.