Roma – La proposta di una commissione bicamerale per gli italiani all’estero “va a completare la rappresentanza istituzionale. Finalmente ci stiamo avvicinando, dopo 40 anni di discussione sulla rappresentanza nelle istituzioni italiane,

a uno degli ultimi tasselli che mancano in tutta l’architettura”. Lo ha detto Michele Schiavone, segretario generale del Cgie, il 15 giugno in audizione alla Camera nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sull’istituzione di una commissione bicamerale per gli italiani all'estero. Schiavone ringrazia i deputati eletti all’estero promotori delle proposte di legge per l’istituzione della bicamerale, che saranno discusse per arrivare a un testo unificato: “Grazie a Nissoli, Ungaro, Schirò, Borghese, La Marca, Siragusa, Fusacchia, Carè, Longo, Lorenzato, Billi e Sangregorio. Una schiera di rappresentanza che ci onora per il lavoro che svolge a favore delle politiche per gli italiani nel mondo”. Anche secondo Silvana Mangione, vicesegretaria generale del Cgie per i Paesi anglofoni extraeuropei, “l’avvento della bicamerale, che auspico sia istituita il prima possibile, offre il momento perfetto in questa fase storica per dare al Cgie un interlocutore diretto principale. Molte nostre proposte sono arenate nei piccoli rivoli ma all’interno della bicamerale potremo riuscire a trovare un luogo nel quale si concordino azioni per rendere più chiara, anche in Italia, la ricchezza della rappresentanza degli italiani all’estero”. Giuseppe Maggio, vicesegretario generale del Cgie per l’Europa e l’Africa del Nord, punta i riflettori sull’integrazione europea: “In Europa ci sono 3 milioni di cittadini italiani e insieme a noi ce ne sono altri 17 milioni che si spostano nel Vecchio Continente. Dobbiamo cercare di giocare un ruolo da protagonisti in quanto italiani”. La bicamerale, sottolinea invece Mariano Gazzola, vicesegretario generale del Cgie per l’America Latina, dovrebbe “adottare un approccio moderno e aggiornato. Dovrà promuovere interventi per favorire l’internazionalizzazione e la cooperazione ma anche interventi per consentire la partecipazione delle comunità nella programmazione e nell’attuazione della promozione integrata dell’Italia nel mondo”. Il Cgie auspica poi che si tratti di “una commissione permanente perché così consentirà un’interlocuzione proficua. Ce n’è bisogno perché in questi anni in cui si è continuato a lavorare molto e talvolta è mancata la capacità di avere un rapporto solido con il Parlamento”, afferma Rodolfo Ricci, vicesegretario generale di nomina governativa del Cgie. “Ci troviamo in una congiuntura particolare per la pandemia e perché il Paese è chiamato a riprogrammare parte del suo sistema – prosegue Ricci -. In questa riprogrammazione credo sia importante che l’emigrazione entri come soggetto attivo sia perché portatore di diritti ma anche per ciò che le collettività possono dare al rilancio del Paese. La bicamerale spero che si attivi in un momento fondamentale per la storia del Paese”. È Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta all’estero, a ribadire l’importanza di “un impegno trasversale” per l’istituzione della bicamerale: un aspetto “molto importante ai fini della concretizzazione di questo strumento. Dopo il taglio dei parlamentari la commissione è fondamentale per elaborare politiche trasversali”. “La bicamerale rappresenta un adeguamento istituzionale ma anche l’esigenza di uno strumento di raccordo snello e autorevole – conclude Nissoli -. È importante la collaborazione con il Cgie, i Comites e con le associazioni”. Questa proposta, rileva invece Piero Fassino, vicepresidente della commissione Esteri della Camera, “vuole dotare il Parlamento di uno strumento che faccia riferimento alle complesse problematiche, in un mondo sempre più interconnesso, legate alla nostra presenza nei diversi paesi. Negli ultimi 30 anni c’è stato un processo di evoluzione della presenza italiana nel mondo che ha allargato il profilo. I flussi classici stanno calando ma sono cresciuti quelli della mobilità che hanno portato tanti italiani a collocare attività e vita altrove. Questo comporta un approccio più largo con un profilo più globale”. “L’obiettivo è quello di coniugare le diverse richieste in un testo ampio e condiviso – spiega infine la relatrice Simona Suriano, deputata del Movimento 5 Stelle - Apprezzo i suggerimenti: la questione migratoria e l’associazionismo sono già entrati nella bozza della proposta di legge che coniuga le sei proposte”, La deputata ringrazia poi il Cgie “per averci reso ancora più edotti sull’importanza dei temi che avremo modo di approfondire. L’obiettivo è rendere la bicamerale permanente per avere un interlocutore fisso in ogni legislatura”. (NoveColonneATG)