APPELLO ARDITO (FCLIS): "TORNIAMO A MOBILITARCI CONTRO INIZIATIVA UDC PER UNA SVIZZERA APERTA E SOLIDALE" -  "Per una Svizzera aperta e solidale, contro l’iniziativa dell’UDC: torniamo a mobilitarci!" così Fernando Ardito,

esponente della Federazione delle Colonie libere in un appello del COMITATO UNITARIO PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE ai connazionali in Svizzera in vista del Referendum del 27 sostenuto dall'UDC che punta a cancellare la libera circolazione e ridurre i diritti dei lavoratori stranieri nella Confederazione elvetica. "I tempi duri della pandemia - hanno stravolto ogni consuetudine, consegnandoci alla nostra fragilità di persone e di essere umani e aprendoci gli occhi sull’empatia che siamo capaci di esercitare quando sospendiamo il nostro sguardo rivolto alle differenze e ci concentriamo sui bisogni di ognuno." prosegue Ardito. Abbiamo affrontato con alto senso di responsabilità la fase della chiusura. Ora siamo chiamati ad affrontare il periodo della “ricostruzione”. Sarà un momento delicato nel quale tante certezze, in primo luogo legate alle condizioni economiche, anche in Svizzera potranno essere messe in discussione. Saremo tutti posti di fronte a una scelta: provare a farcela da soli o collaborare con tutti coloro che si trovano nella nostra condizione. Noi la nostra scelta l’abbiamo fatta, vogliamo curare i bisogni con le tutele e i diritti. La pandemia con la solidarietà. La crisi economica con la solidarietà nel mondo del lavoro e delle assicurazioni sociali, ma anche con la coscienza sempre più imponente del disastro ecologico. La società è più forte se unita! Il nostro primo impegno post-pandemia è il rilancio della nostra campagna per una “Svizzera aperta e solidale”. Oggi più di prima, diventa necessario battersi per un Paese che non si rinchiuda nei suoi confini, ma affronti la ricostruzione del tessuto economico e sociale in un rapporto stretto di dialogo e di cooperazione con i Paesi europei e con il mondo. La collaborazione è fondamentale nel campo economico come in quello sanitario nell’ambito della formazione e della ricerca come in quello della cultura e dello spettacolo. Abbiamo bisogno di ponti che collegano e non di muri che dividono. La pandemia ci ha dimostrato che le frontiere non esistono e la storia di questo paese è li a ricordarcelo tutti i giorni. La Svizzera è divenuta il paese dell’innovazione e del cambiamento anche grazie al contribuito essenziale degli stranieri al comune benessere, alla qualità di vita e alla diversità culturale del Paese. Nei primi mesi del 2020 avevamo assunto, come Comitato Unitario per la Libera Circolazione, insieme ad alcune organizzazioni sindacali svizzere, l’impegno a partecipare da protagonisti alla campagna contro l’iniziativa antistranieri dell’UDC che punta a cancellare la libera circolazione e minaccia le misure di accompagnamento che tutelano in primo luogo i lavoratori e le lavoratrici, svizzere e straniere. L’appello a quanti hanno aderito a questa campagna è quello di tornare a mobilitarci e rilanciare, in ogni spazio pubblico e mediatico, sociale e politico, la battaglia in vista dell’iniziativa dell’UDC in votazione il prossimo 27 settembre. È questo il momento di mostrare a tutti che o si avanza insieme o si resta fermi da soli. " conclude l'esponente del COMITATO UNITARIO PER LA LIBERA CIRCOLAZIONE (23/06/2020-ITL/ITNET)