Car@ amic@,

L’emergenza che l’Italia sta vivendo a causa della diffusione del coronavirus ci porta a ridisegnare le priorità dei nostri ragionamenti.

La nostra agenda quotidiana e quella politica stanno velocemente cambiando e anche noi non possiamo dire e fare come se niente fosse. Gli operatori sanitari e le nostre strutture stanno facendo un lavoro straordinario, a rischio della salute personale dei sanitari. Il Governo, a sua volta, è permanentemente impegnato nell’attività di organizzazione e contrasto, dando indicazioni di prevenzione per evitare il contagio e disponendo, con successivi provvedimenti, i primi aiuti necessari a sostenere le attività colpite dalla crisi e che rischiano di finire in ginocchio. In Parlamento, sia pure con qualche sfumatura ed eccezione, siamo riusciti a costruire un clima di responsabilità, al di là degli orientamenti politici e di partito.

• CHE POSSIAMO FARE?

Ma ognuno di noi che cosa può fare? Essere attento, certamente, seguire le indicazioni di profilassi personale e di relazione sociale senza troppe libere interpretazioni e quel gusto del fare da sé. Ma anche affrontare le situazioni senza ansie e panico, evitando le cose sconsigliate ma continuando a fare le cose normali. Non possiamo separarci dagli altri. Anche perché di rapporti sociali, economici e tra le persone dipende la vita di tanta gente, che vive di iniziative costruite con lavoro, tenacia e speranza di riuscita. Noi italiani all’estero, poi, la via la conosciamo già. L’abbiamo sperimentata in tante occasioni, quando si è trattato di rimboccarsi le maniche e dare una mano al nostro Paese in difficoltà. E’ la via della solidarietà, dell’aiutarsi reciprocamente, del tener duro, della generosità. Le ripercussioni sulla nostra economia rischiano di essere pesanti e globali. E da cittadini, gridiamo con quanta voce teniamo e in ognuno dei Paesi dove viviamo che l’Europa non può farsi i fatti suoi, essere spettatrice, ma deve prendere in mano la situazione come se fossimo un solo popolo. Anche per l’Europa l’emergenza è un’occasione da non perdere. L’ennesima.

• ATTENZIONE ED EFFICIENZA

Vi sono casi di italiani temporaneamente all’estero che si trovano realmente di fronte a difficoltà inedite dovute al rischio di contagio. Ho segnalato queste cose ai responsabili del Ministero degli esteri affinché del sistema di emergenza siano verificate le reali condizioni di operatività ed efficienza, soprattutto in un momento come questo.Una parola, infine, voglio dire ai tanti che mi scrivono allarmati per il fatto che nei Paesi nei quali risiedono non avvertono la stessa assiduità nei controlli e la stessa vicinanza dei presidi sanitari che oggi sono in corso in Italia. Cari connazionali, cerchiamo di avere fiducia nei sistemi di prevenzione e sanitari esistenti nelle realtà nelle quali ci troviamo a vivere che, in genere, sono di buon livello. In questo momento avere reazioni ordinate e organizzate è importante per tutti, ovunque ci troviamo ad operare.In ogni caso, per qualsiasi vera necessità, ci possiamo servire della rete di emergenza che fa capo alle nostre strutture diplomatiche e consolari. Per questo, con spirito di servizio, segnalo in calce a questa newsletter i link che Paese per Paese possono essere utili per richiedere chiarimenti e soccorso quando ce n'è veramente bisogno.

Coraggio! Tutti insieme ce la faremo.

Angela Schirò