Urgente restituzione della Commissione volta a valutare l’ammissione delle testate Pablo Mandarino – L’eco d’Italia Con la nuova legge sull’editoria sancita nel 2017 e messa in funzione per la presentazione riguardante l’anno 2018,

si aspettava una maggiore giustizia ed un più efficace controllo verso le testate e servizi web richiedenti del contributo. A questo punto, tuttavia, non ce ne sono comunicazioni ufficiali, non si sono rispettati i tempi previsti, e ci sono soprattutto enormi ingiustizie verso testate e sirvizi giornalistici fondamentali per lo svolgimento di tutta la stampa italiana all’estero. La nuova legge sull’editoria non è ancora pressoché avviata, però è già evidentemente fallita. Tempi che non sono rispettati, comunicazioni scarse, insufficienti e in molti casi nulle. Criteri di ammissioni sconosciuti, problematiche della stampa estera non previsti e soprattutto l’ignoranza di attori fondamentali senza i cui non sarebbe possibile la nostra attività. Non ci sia confusione, noi siamo d’accordo con la ricerca di trasparenza e con l’inclusione di più efficaci controlli, ma sempre che la legge preveda la nostra realtà, le nostre problematiche e si stabilisca la costituzione di un organismo capace di valutare le diverse situazioni. La settimana scorsa, dopo l’interrogazione parlamentare della senatrice Laura Garavini, sottoscritta dagli altri senatori eletti all’estero,( che ha portato la nostra situazione allo stato parlamentare), il Presidente della FUSIE, Giangi Cretti, ed anche Presidente della Commissione Informazione del CGIE, a colloquio con l’agenzia informativa “AISE” ha chiesto “di porre rimedio ad una situazione, purtroppo ampiamente prevista, derivata dall’applicazione della nuova legge sull’editoria, voluta a suo tempo dall’allora Sottosegretario Lotti”. “L’applicazione della legge- ha spiegato Cretti - ha fatto emergere tutta una serie di criticità amministrative e burocratiche, che hanno determinato complicazioni tali da comportarte grossi ritardi, sospensioni o addiritura esclusioni di testate che per decenni si erano viste riconosciuto l’accesso ai contributi, ha sottolineato Cretti. Da noi editori della stampa italiana all’estero e per l’estero (inclusi tutti i servizi giornalistici) essendo parte della FUSIE, riteniamo necessaria la restituzione della Commissione che negli anni precedenti valutava le domande di ammissione di tutte le testate. Tuttavia, è anche doveroso chiarire che in passato, è con la stessa commissione che L’eco d’Italia ha subito l’esclussione dei predetti contributi, a nostro parere ingiustificatamente, come poi ha confermato la giustizia italiana. Oggi, però, è tale il grado di paralisi che assistiamo che la costituzione di un tavolo tecnico che si occupi di tutte le domande, ma soprattutto di quelle che sono già sospese o escluse con una palese ignoranza delle nostre problematiche, dev’essere prioritario prima di prendere qualche valutazione sulla nostra attività. Benvenuta la trasparenza e i controlli verso la stampa italiana all’estero e per l’estero, sempre che a valutarci ci siano persone e organismi capaci di offrire condizioni di eguaglianza, saggezza e imparzialità.