di Salvatore Bonura (foto accanto) - 22 ottobre 2021 Questa sera “Dentro la notizia“, la rubrica di Hashtag Sicilia che mette a fuoco problemi, argomenti e storie legate all’attualità, ritorna con un appuntamento speciale interamente focalizzato sul PNRR. Come sappiamo il tanto noto “Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza” – ovvero il documento che ciascuno Stato membro dell’EU deve predisporre

per accedere ai fondi europei messi a disposizione dall’Unione per la ripresa post pandemia – è stato un argomento del quale si è discusso sotto ogni punto di vista, e per mesi, nel nostro paese; ma adesso sembra essere quasi “sparito dai radar”. Noi siamo qui oggi per fare il punto dello stato dei lavori, e trarre per quanto possibile alcune valutazioni importanti. Anche perchè il PNRR gioca un ruolo fondamentale per il nostro paese, basti pensare che il governo Draghi è nato proprio per cogliere al meglio questa opportunità messa a disposizione dall’Unione Europea; e che potenzialmente questo sarebbe uno strumento in grado di ridurre anche il gap esistente tra il Nord e il Sud del nostro paese. O almeno, le aspettative sarebbero queste. Come sta andando nella realtà? Da quando il governo Draghi ha inoltrato il documento a Bruxelles (30 aprile 2021) a quando ha ricevuto l’approvazione ufficiale dell’Unione (13 luglio 2021), sono passati poco più di tre mesi, ma siccome “bisogna correre” per rispettare la deadline fissata per agosto 2026, si può fare una prima valutazione di ciò che è già stato fatto. E cioè? Il ministero delle infrastrutture ha approvato 6 decreti per 1,92 miliardi di euro, di questi: • 1 miliardo sono destinati alla messa in sicurezza delle autostrade A24 e A25, rispettivamente Roma-Pescara e Roma-Teramo. • 720milioni verranno utilizzati per costruire navi a basso impatto ambientale. • 200milioni sono ripartiti a favore del trasporto merci ferroviario. Per quanto riguarda invece la Sanità, il ministero ha approvato una bozza che prevede di impegnare tramite le regioni 8,2 miliardi da ripartire in questo modo: • 2 miliardi per le case-comunità, quindi a supporto del il territorio, in modo tale da alleggerire la pressione che c’è nei presidi ospedalieri • 1 miliardo per la sanità intermedia • 2,6 miliardi per ammodernare il parco tecnologico e digitale degli ospedali • 1,4 miliardi per gli interventi sull’edilizia e sulla sicurezza delle strutture sanitarie Questo in generale, ma per quanto riguarda la Sicilia? La parte di questi 8,2 miliardi che spetta alla nostra amata regione è esattamente di 772 462 531 euro. Da questi fondi riusciremo davvero a trarre il meglio? Quali progetti riusciremo a realizzare grazie ad essi? Considerato che in Italia per realizzare una piccola opera pubblica ci vogliono in media 3 anni, e per ultimare un’opera stradale circa 10 anni, e mettendo in conto anche la paura di firmare un atto da parte di alcuni funzionari; ecco che le prospettive non sono delle più rosee. Ma noi vogliamo essere ottimisti, e sperare che ci si muova celermente in modo tale da rispettare la famosa scadenza dell’agosto del 2026. Ma quali sono gli ostacoli che si frappongono ad una corretta realizzazione dei progetti contenuti nel PNRR? Su quali progetti converrebbe puntare per sfruttare al meglio questa opportunità di rilancio? Lo scopriremo questa sera nel corso della nostra trasmissione. Appuntamento alle ore 20.00 sui nostri canali social! Non mancate! Salvatore Bonura