Roma - “Il decreto firmato dal presidente Draghi è vigente dal 6 marzo al 6 aprile, è un dpcm frutto di un confronto importante con il Parlamento e con il Comitato tecnico scientifico che voglio ringraziare”. Lo afferma il ministro della Salute Roberto Speranza in conferenza stampa il 2 marzo a Palazzo Chigi sul nuovo Dpcm.

Speranza spiega che il decreto presenta un “impianto conservativo delle misure essenziali” e che “l’innovazione più rilevante riguarda la scuola: la variante inglese ha dimostrato una particolare capacità di penetrazione tra i giovani, questo chi ha portato a decidere che in area rossa le scuole di ogni ordine e grado saranno solo con la didattica a distanza, lo stesso sui territori con tasso di incidenza pari o superiore a 250 contagi settimanali su 100 mila abitanti” dove i presidenti delle Regioni potranno optare per la chiusura delle scuole. “Il principio guida del Dpcm è la tutela della salute come faro, per far ripartire il Paese serve vincere pienamente e convintamente la battaglia sanitaria, è la prima mattonella per una fase espansiva del nostro Paese” sottolinea ancora Speranza, il quale precisa che “la curva dà segnali piuttosto robusti di ripresa e risalita e facciamo i conti con alcune varianti temibili del virus come la variante inglese, ma anche la variante sudafricana e sudamericana". Per cui, precisa il ministro rispondendo alle domande dei giornalisti, le “festività pasquali sono comprese nel Dpcm, il governo valuterà l’evoluzione della curva e come adeguare le misure rispetto a un obiettivo distante sul piano temporale, ma le misure al momento sono queste e coprono anche le festività della Pasqua”. “Sulla necessità di un ristoro economico a chi deve sospendere l’attività, il governo sarà vicino a chi dovrà fare sacrifici ma bisogna ribadire che questi sono necessari” sottolinea il ministro, che ha annunciato un impegno nei prossimi giorni dall’esecutivo in questa direzione, ribadendo che “l’intervento economico è necessario per i soggetti che si troveranno a pagare un prezzo più alto”. “Il Dpcm non è last minute, il presidente Draghi e la maggioranza hanno voluto un cambio di passo nei tempi e nel metodo” afferma invece il ministro per gli Affari regionali Mariastella Gelmini, che aggiunge: “Dobbiamo lasciare il tempo ai cittadini per poter uniformare la loro vita a queste regole stringenti. Cambiamo anche nel metodo perché il Dpcm è improntato alla massima condivisione possibile, estesa dal Parlamento alle Regioni, alle Province e ai Comuni. Abbiamo accolto la richiesta delle Regioni di far scattare il cambio di fascia non dal weekend ma dal lunedì e quella di un tavolo per valutare i 21 parametri”. “Siamo ancora in un regime di restrizioni ma i segnali di discontinuità sono evidenti anche dalle scelte che il presidente Draghi ha fatto, a partire dalle nomine del generale Figliuolo come nuovo commissario all’emergenza e Fabrizio Curcio come presidente della Protezione Civile. Posso già annunciare che venerdì 5 marzo si svolgerà la prima riunione sul tema dei vaccini con la conferenza delle Regioni, dei Comuni e delle Province. Sarà un momento importante per accelerare nell’obiettivo principe del governo”. Per quanto riguarda le misure legate all’attività scolastica, Gelmini precisa che nel decreto sostegno sono previste risorse per 200 milioni di euro per i congedi parentali. “Lanciamo un segnale anche al mondo della cultura: dal 27 marzo sarà possibile con prenotazione solo online tornare a frequentare i luoghi della cultura” sottolinea inoltre il ministro. In conferenza stampa è intervenuto anche il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, che ha fatto il punto sulle varianti: “La variante inglese ha una prevalenza stimata intorno al 54%, il valore è riferito al 18 febbraio ma se dovessimo riferirci ad ora sarebbe sicuramente più alto”. “Abbiamo invece – aggiunge - una stima di prevalenza della variante brasiliana del 4,3%, diffusa non in tutto il Paese ma in alcune regioni del centro Italia che sono l’Umbria, la Toscana, il Lazio e le Marche”. “Abbiamo evidenze chiare sul fatto che la variante inglese sia più trasmissibile nelle fasce di età comprese tra i 10 e i 19 anni, ma anche tra i 6 e 10 anni in cui vi è un aumento del numero di casi infetti” spiega il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli. “Questo maggiore potere infettante o contagiante non si associa a patologia più grave" assicura però Locatelli. (NoveColonneATG)