Da ex senatore cerco di capire e mettere in fila le ragioni del SI. Sono semplici:

1. Riduzione dei costi;

2. Maggiore efficienza e speditezza dei lavori parlamentari;

3. abolizione di un insopportabile privilegio; numero esagerato di parlamentari. In estrema sintesi questi sono i temi.

Riduzione dei costi: stiamo parlando di 99 centesimi a votante, circa 50 milioni su 63 milioni circa di abitanti. Possiamo affermare che a voler essere buoni parliamo di risparmio risibile, di circa lo 0,007 del bilancio dello Stato. Se si fosse davvero diminuita la macchina parlamentare si potevano fare risparmi più consistenti, a cominciare dagli emolumenti dei parlamentari.

2. Efficienza e speditezza dei lavori parlamentari: voglio fare un po' di cronaca vissuta. Il lunedì normalmente si fanno in aula le discussioni generali e i parlamentari arrivano a Roma alla spicciolata dalle città dove vivono; dal martedì al venerdì mattina le giornate sono composte da lavori in aula mattina e pomeriggio e nella interruzione una mezz'ora per mangiare e poi in commissione fino all'inizio dell'aula. Il venerdì pomeriggio i parlamentari tornano a casa, curano il loro collegio di elezione e anche la loro famiglia. Poi ci sono periodi, come le discussioni sulla legge di bilancio con sedute notturne e a oltranza. La mancanza di presenza in aula in caso di votazioni comporta delle multe se la mancanza non è giustificata. Non vedo come questa corposa diminuzione di parlamentari possa contribuire a elevare efficienza e speditezza.

3. Il privilegio che si abolirà sarà con tutta evidenza quello dei cittadini che vedranno meno eletti nei loro territori e maggiore forza dei capi partito e le forze numericamente minoritarie spariranno;

4. Sul numero dei parlamentari ormai dovrebbe essere chiaro che l'Italia è sotto la media della maggior parte dei paesi Europei.

Quindi? una sola cosa è vera: i 5 stelle, in calo di fiducia dal 2018, mettono in campo l'ennesima battaglia populista cercando di recuperare consensi usando abbondantemente lo strumento della menzogna. E lo fanno contando sull'evidente scontento dei cittadini nei confronti della politica in generale e delle forze di centrosinistra. Si assumeranno la probabile vittoria supportata da quel popolo che scelse Barabba e mandò sulla croce Cristo. Cosa accade in campo avverso? sostanzialmente nulla. Sull'altare della permanenza al governo il PD cambia repentinamente rotta, la vittoria del SI sarà riconosciuta ad altri ma perderà consensi. Renzi non si esporrà più di tanto e Calenda e più Europa raccolgono per ora pochi consensi elettorali. La Destra di Salvini e Meloni vincerà questo referendum e Berlusconi rimarrà vago. La mia ovviamente è una opinione, i dati no, e tutto può succedere soprattutto tra quelli ancora indecisi e quanto sarà l'assenteismo. Una cosa è certa: ancora una volta la politica ne esce male e i partiti che dovrebbero difendere la verità, la costituzione e i loro valori fondanti si nascondono.