(SA) - Era parecchio che non si sentiva parlare di moneta virtuale. La prima che si vide in Italia, fu nel 1977, quando alla mancanza di monete da 50 – 100 lire, che pare per la buona percentuale di nichel superiore al valore intrinseco della moneta stessa, finivano in Svizzera per recuperare ed utilizzare il prezioso minerale ad altri fini. Allora, le banche la fecero da padrone.

In proprio o per conto di associazioni varie: commercianti, piccole e medie imprese, ecc. riempirono le tasche degli italiani di foglietti (assegni circolari) di 50, 100, 150, 200 lire. In quella occasione le banche fecero un mucchio di soldi, considerato che quando vennero tolto dal mercato quei foglietti, moltissimi di essi non ritornarono alle banche, perché erano stati distrutti dall’usura, perché nelle bacheche di collezionisti vari, perché nei cassetti degli italiani a ricordo di quel periodo. Fu un grosso affare a costo quasi zero per le banche che avevano emesso in gran quantità quella moneta virtuale, mai rientrata. La emissioni di buoni del tesoro obbligatori spuntarono quando in Italia si congelò la contingenza, occasione in cui il Tesoro emise buoni di piccolo taglio che venivano dati ai lavoratori al posto della contingenza che si andava maturando. Buoni con una scadenza prefissata. Tra la fine del 2001 ed il 2002, l’Argentina in gravi difficoltà economiche per il fallimento dello stato, mise in giro una moneta virtuale: i patacon, che venivano usati in diverse parti come moneta corrente al posto di quella che non era possibile ritirare dalle banche, ligie agli ordini della banca centrale che aveva emanato il principio del prelievo massimo settimanale (coralito) che i correntisti potevano fare. In pratica, la moneta virtuale, in sostituzione di quella vera che ha alle spalle il l’oro della banca nazionale, nel caso nostro della Banca d’Italia, spunta fuori quando lo stato non può riesce a fare fronte ai propri impegni con i creditori, per l’alto tasso di debito pubblico. Oggi, la lega, proiettata sulla necessità di dare ad ogni costo corso alle promesse elettorali come la quota cento, la tassa piatta, l’abbattimento del cuneo fiscale, alle osservazioni dell’Europa, risponde con la proposta di emettere mini bot. Una proposta che non è nuova, ma che era già compresa alla pag. 71 del programma della lega, in vista dell’uscita dall’euro, che in questo modo verrebbe preparata dalla emissione di una moneta locale, i mini bot appunto. A questa moneta parallela non controllata dalla BCE, la lega pensa di potersi riappropriare della moneta interna e di preparare l’uscita dall’euro. Se passasse questa bizzarria pericolosa, alla quale al momento di oppongono sia Conte che Tria, tra qualche tempo vedremo anche le pensioni pagate con moneta virtuale, così come altri debiti dello stato, che in questo mondo aprirebbe anche un debito parallelo in qualche modo coatto a carico dei cittadini. Questa formazione che si ammanta di democrazia, alla fine gratta gratta, spunta la vera essenza di una formazione sovranista pronta ad abbandonare l’Europa, la moneta unica, marciando a passo svelo verso l’isolamento completo dell’Italia. Molte cominciano ad essere le similitudine che accomunano la politica della lega a tempi bui della nostra nazione. L’attuale posizione sulla moneta parallela sembra preludere all’autarchia di fascista memoria, in un Italia di oggi, dove i rigurgiti del fascismo emergono con sempre maggiore virulenza nella indifferenza più grande ed in violazione di una legge dello stato che vieta la ricostituzione del partito fascista sotto qualsiasi forma. Se passasse questa sciagurata idea dei mini bot, per cui lo stato pagherebbe i propri debbi con pezzi di carta senza alcun corso legale, davvero l’Italia verrebbe spinta lungo una china dalla quale diventerebbe sempre più difficile uscire, sacrificando alla vanità leghista anni di lotte e di sacrifici per dare vita all’Europa Unita, che oggi più che mai ha bisogno di andare avanti, di rivedere le proprie regole interne, quale il diritto di veto di staterelli che non contano nulla, ma che possono fermare il processo unitario tanto caro ai padri fondatori dell’Unione Europea, una unità che opportunamente rafforzata dove fare da contrappeso ai blocchi forti come l’USA, la Cina, la Russia, che si contendono il dominio del mondo. (Salvatore Augello)