(SA) - Qualcuno è portato a pensare che gli eletti all’estero(foto accanto), siano parlamentari di serie B, eletti per concessione divina di un parlamento che prima di decidere ci ha messo parecchi decenni. Non c’è idea più errata che possa essere attribuita a questa importante vicenda che coinvolge la vita di circa cinque milioni di italiani

attualmente iscritti all’AIRE e quindi in possesso della cittadinanza italiana. Per meglio capire di che cosa stiamo parlando, è meglio rifarsi al linguaggio dei numeri, considerato che la matematica non è un’opinione. Nelle ultime elezioni, in Italia ogni deputato eletto, sulla base della popolazione, rappresenta 96.000 abitanti il numero sale ad oltre 400,000 (414.495) per ogni deputato eletto all’estero. Il divario aumenta se lo riferisce agli eletti al senato. Un senatore in Italica rappresenta 192.000 abitanti, mentre un senatore eletto all’estero ne rappresenta oltre 800.000 (828.990). C’è una bella differenza di responsabilità sulla base delle persone rappresentate, tra un eletto in Italia ed un eletto all’estero, senza considerare che i parlamentari italiani sono eletti su liste bloccate e quindi si vota senza preferenza, mentre all’estero sopravvive la preferenza che consente agli elettori di votare la persona ritenuta più capace a rappresentare gli interessi delle comunità A margine di queste considerazioni, va pure aggiunto il fatto che parecchie forze di destra sono sempre stati contro il voto all’estero, vedi ad esempio la lega che votò contro l’inclusione della circoscrizione estero nella costituzione. Con la proposta di riduzione del numero dei parlamentari fatta dal M5S, il rapporto già spropositato con le leggi attuali, cambia in peggio con la riduzione prevista dei parlamentari all’estero, che verrebbero portati da 18 a 12 (8 deputati e 4 senatori). Il nuovo rapporto verrebbe ad essere il seguente: in Italia un deputato viene eletto ogni 151.000 cittadini all’estero ci vorrebbero 4,5 volte in più ossia 687.500. Un senatore viene eletto un senatore ogni 302.000 abitanti, mentre all’estero ne viene previsto 1 ogni 1.375.00 iscritti all’AIRE. Ce una bella sproporzione, come se un elettore in Italia contasse 4,5 volte in più di un elettore residenti all’estero. Sotto questo profilo, diventa difficile giustificare una riduzione dei parlamentari eletti all’estero, che volendoli riportare al livello di rappresentanza dei parlamentari eletti in Italia, invece di diminuire dovrebbero aumentare almeno di 4 volte. Eppure, nella proposta di riduzione, non si tiene conto di questa situazione e viene applicato quasi lo stesso quoziente di riduzione che per gli eletti in Italia è del 36,5% e del 33,3% Si direbbe che sia oggi con la vecchia legge che domani con la legge modificata, in parlamento entrerebbero parlamentari di serie A e parlamentari di serie B, dove però la serie A spetta agli eletti all’estero, che hanno l’onere di rappresentare una popolazione di 4,5 volte superiore degli eletti in Italia. Altro che ridurre, se si vuole fare un intervento secondo giustizia, i parlamentari all’estero andrebbero aumentati e ridivisi per numero di iscritti all’AIRE nelle varie aree geografiche in cui è suddivisa la circoscrizione estero. (Salvatore Augello)