Serradifalco vanta già di avere un organo di stampa: “La Voce del Nisseno”, mirabilmente ideato e diretto da Michele Bruccheri, giornalista di lunga esperienza e di ottima professionalità. Ritengo però, che sia necessario per una completezza di informazione potere disporre di un organo di stampa

che si occupi di informare i cittadini sulle vicende della politica locale, che dia notizie più approfondite in aggiunta a quelle fornite da Carmelo Lo Curto e Totò Benfante, già di per sè buone, ma non del tutto esaustive. Quello che invece si vuole fare è andare al nocciolo delle questioni, dei problemi politici, dei problemi della cittadinanza. In attesa che possa nascere uno strumento o un’idea migliore, il mezzo che intendiamo utilizzare provvisoriamente, è la pubblicazione di una rubrica settimanale da inserire ogni lunedì sulla pagina dell’Unione Siciliana Emigrati e Famiglie (USEF). Una rubrica che si occuperà di fornire informazioni sulla politica locale e sulle vicende e i problemi che via via si potranno manifestare nel corso della settimana pigliata in considerazione. Una rubrica che si occupi di informare la cittadinanza di cosa avviene al comune, delle iniziative politiche del PD e di altre entità politiche e/o culturali che operano sul territorio. In una parola, una rubrica che si occupi di portare a conoscenza dei cittadini cosa si muove nel mondo complesso ed articolato della politica locale. Se qualcuno si chiede quali possono essere le problematiche da affrontare a Serradifalco, risponderei subito che di problemi ce ne sono tanti, a cominciare dal progressivo spopolamento del paese con i giovani che per un motivo o per un altro lasciano Serradifalco e si dirigono in altre direzione. Al Nord, all’estero, nelle città più grandi, dove maggiori possono essere le occasioni di trovare un lavoro. Certo al momento la pandemia limita qualsiasi possibilità aggravando una situazione economico sociale già grave, ciò però non toglie che c’è sempre che ci prova o che ci ha provato, per motivi di studio, per motivi di una sistemazione migliore che riconosca la professionalità acquisita in lunghi anni di studio e che li svincoli dal baronaggio che esiste ancora nelle nostre università. Nei centri di ricerca all’estero, dove i nostri ricercatori sono apprezzati e ben pagati e dove raccolgono meritate soddisfazioni. Emblematica della situazione italiana, ad esempio può essere quella dello Spallanzani, dove le ricercatrici che hanno isolato il virus all’origine della pandemia in corso erano dipendenti precarie e quindi a tempo determinato. Una situazione molto comune nelle università e negli istituti di ricerca italiani. Non possiamo certo lamentarci se abbiamo esportato eccellenze in tutte le direzioni, con conseguenze disastrose sia per l’utilizzo di professionisti di alta professionalità, sia per l’economia italiana, che dopo essersi fatta carico degli studi di tali figure, utilizzando i fo dei contribuenti italiani, a trarne frutto sono altrui Paesi ai quali vengono regalati senza nessuna contropartita. Questa, quindi, è una rubrica che vuole entrare nel merito delle problematiche, delle cose che si fanno, delle proposte, delle idee che ognuno vorrà suggerire e/o vorrà confrontare con gli altri. Obiettivo principale, comunque, è quello di suscitare ed alimentare un confronto continuo nella speranza di pervenire a soluzioni accettabili che servano a tirare fuori questo nostro Paese da una crisi che non accenna certo a finire. Così come obiettivo è trovare elementi ed idee che portino a rafforzare la tremolante economia locale, bloccando intanto lo spopolamento e la fuga dei giovani. Ci riusciremo? Forse, chi sa. Potremo comunque sempre dire che ci avremo provato, che abbiano cercato di fare la nostra parte per invertire il corso delle cose con l’aiuto di tutti. Salvatore Augello 29 marzo 2021