Palermo - Sette regioni italiane - e una provincia autonoma - fanno squadra per i loro emigrati e a Palermo - dove fino a venerdì 19 aprile si terrà il Seminario dei giovani italiani nel mondo - si ritrovano al fianco delle nuove generazioni. Sono 115 i ragazzi da tutto il mondo al lavoro in Sicilia con l’ambizioso obiettivo di creare una rete di giovani italiani nel mondo.

Le Regioni vogliono essere presenti per accompagnare i loro giovani emigrati in questo percorso. A Palermo sono presenti funzionari di Lombardia, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Umbria, Molise, Emilia Romagna e Trento. Anche se - afferma Maria Tirabasso, dell’Ufficio che cura i rapporti con i molisani nel mondo - “noi qui rappresentiamo tutte le Regioni, anche quelle che per oneri economici non sono potute venire”. I funzionari regionali e provinciali si sono incontrati a margine del Seminario di Palermo per fare il punto sulle politiche per gli italiani all’estero e concentrarsi sulle nuove generazioni. Per i lombardi nel mondo a Palermo c’è Antonio Lombardo mentre è Franco Di Martino a rappresentare gli abruzzesi emigrati. “Questo seminario ci permette di rinforzare i legami”, afferma Di Martino. Dalla Liguria Claudia Costa sottolinea il bisogno di “creare una commistione tra vecchie e nuove generazioni”. Rocco Romaniello, della Regione Basilicata, ricorda l’esempio del museo dell’emigrazione lucana, “una peculiarità della nostra Regione” mentre Francesca Urelli, della segreteria degli umbri all’estero, si sofferma su un progetto regionale rivolto proprio alle nuove generazioni: “Nel piano emigrazione prevediamo un soggiorno giovani nel mese di agosto, quando ragazzi dall’estero arrivano qui per imparare l’italiano”. Sono intervenuti, inoltre, Ana Liza Serra e Giovanna Stanzani per gli emiliano-romagnoli nel mondo, Lorenza Fracalossi e Antonella Giordani della provincia autonoma di Trento, Luigi Scaglione e Patrizia Vita della Basilicata, assente la Sicilia che a colmare la lacuna, vede solo la presenza di Salvatore Augello Presidente del Coordinamento della Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE) e segretario generale dell’USEF. Ed è il Consiglio generale degli italiani all’estero, che ha organizzato il Seminario di Palermo, a lanciare l’appello alle Regioni affinché “sollecitino i giovani a portare avanti il lavoro”, afferma Silvia Alciati, consigliera del Cgie. Quello che si sta svolgendo in Sicilia, infatti, “è l’inizio del lavoro, un periodo di formazione e l’insegnamento di un metodo - prosegue Alciati -. Abbiamo dato a questi giovani degli strumenti, ora Regioni e Comites devono dar loro l’opportunità di realizzare attività e progetti”. L’obiettivo è creare una rete, ma che sia “super partes - spiega ancora Alciati -. Una rete sopra di noi, per dar loro la possibilità di volare alto”. Tra i temi affrontati c’è anche quello del turismo di ritorno: a spiegare questo “segmento di successo” è Giovanni Maria De Vita, del ministero degli Esteri. De Vita ricorda il tavolo sul turismo delle radici organizzato insieme all’Enit. L’obiettivo è rafforzare i legami con l’Italia, contribuire alla crescita sostenibile delle realtà regionali, mobilitare risorse per la preservazione del patrimonio immobiliare, storico e culturale del nostro Paese in linea con l’azione promozionale svolta dalla Farnesina “Vivere all’italiana”. Un modello turistico - ricorda De Vita - che può interessare un bacino potenziale stimato tra i 60 e gli 80 milioni italo-discendenti, che intendono ristabilire un contatto con il luogo di provenienza familiare e ritrovare un sentimento di appartenenza con i luoghi di origine. “Spronati dal successo riscontrato, abbiamo deciso di invitare le parti interessanti per avviare una riflessione e comunicare esperienze”. Il nuovo tavolo di lavoro si terrà il 29 maggio alla Farnesina per “ascoltare quello che si sta facendo”, conclude De Vita. (NoveColonneATG)