(Di Luigi Vajola) Da giorni i giornali danno notizie, inviti, resoconti e descrizioni della sera dell’HALLOWEEN in Sicilia.- E, in realtà, molte famiglie nelle nostre città dell’Isola hanno, festeggiato questa festa nordica, appartenente alla tradizione celtica, all’educazione familiare dei paesi del Nord Europa, ad un tipo di ambiente fisico e culturale diverso e distante dal nostro.- Per tutta la notte del 31 ottobre abbiamo visto circolare per casa, tra le strade, in visita a parenti e amici – e specialmente nei vari locai pubblici – mascherati nelle fogge più spaventose possibili, costumi pacchiani, maschere incongrue, teschi spaventosi ed indecenti.-

Uno sfoggio di pacchianeria incredibile ed incongruo in cui sono state coinvolte famiglie intere, giovanotti e giovanotte di belle speranze e soprattutto bambini.- Ora lungi da me ridicoleggiare, e tantomeno schernire, una lunga e bellissima tradizione dell’Europa del Nord,. E’ una tradizione che si collega alla loro cultura ed alle loro tradizioni e va accolta, capita e rispettata; ma altro è copiarla per snobbismo, per ignoranza e per sottolineare chissà quale diversità.- Non c’è cosa più bella e più consona alle nostre tradizioni della Festa dei Morti del 2 novembre, tre giorni dopo l’halloween, con le visite ai familiari scomparsi, col ricordo della continuità degli affetti e delle contiguità familiari, con l’offerta dei fiori simboli di amicizia e di amore e soprattutto con i regali ai bambini.- A tutti i bambini…”cosa ti hanno fatto trovare i morti?”.- I quali non sono più per nulla per i bambini teschi tenebrosi, corpi sanguinanti, sparatorie e allucinanti spettacoli che tante volte vedono in televisione o ne sentono parlare in famiglia.- Sono gli zii e le zie che non ci sono più, i nonni scomparsi che hanno conosciuto e perso di vista: tutte persone fisiche che si ricordano di loro con i regali del giorno dei morti.- Questo giorno e’ più bello della Befana e dell’asinello coi regali che, purtuttavia, ha tanta gentilezza e bellezza in sé.- Da noi per la befana se non ci sono più i regali – che hanno già portato i morti – c’è “a strina” quei pochi o molti soldi che il bambino riceve e che usa secondo un suo personale desiderio, scelta, bisogno.- Atro che Halloween| Sono dell’opinione che le tradizioni altrui vanno capite e rispettate, ma non pedissequamente seguite senza neanche conoscerne il senso.- Non serve ed è diseducativo.- Rispettiamo le nostre tradizioni, seguiamole e comprendiamone il senso e la cultura: dalla “strina”della Befana a Giufà, dai regali dei morti al “Calvario” di tante città siciliane: cultura,storia, tradizioni locali si intrecciano e sono ancora attuali.- Facciamole vivere, difendiamole!